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Architettura ecosostenibile

Architettura intelligente per uno spazio vivibile in quota

Il “tetto verde” in architettura è una copertura piana o inclinata di un edifici, parzialmente o completamente ricoperta da un manto vegetale.

Il tetto verde è chiamato anche giardino pensile e la sua tecnica di inverdimento è conosciuta già nel VI secolo a.c. presso i Babilonesi. In Germania, nel XVIII-XIX secolo, le abitazioni degli agricoltori erano spesso ricoperte con uno strato vegetale per proteggerle dagli incendi. Nella nostra epoca è stato il maestro dell’architettura mondiale Le Corbusier ha riscoprire nelle sue teorie per la buona architettura il quasi re-dimenticato tetto-giardino.
Ragioni tecniche, di economia, di comfort e ragioni sentimentali ci inducono come allora a ri-adottare i principi pratici e funzionali del tetto verde anche così come fu accennato nei cinque punti dell’architettura purista, manifesto della nuova architettura del ‘900 da Le Corbusier.
Oggi il tetto verde rappresenta un beneficio concreto per l’ambiente, per il risparmio e la valorizzazione dello stesso immobile. Il tetto giardino è l’elemento edilizio che più di altri può contribuire concretamente a sostenere la programmazione edilizia delle città sostenibili grazie alla somma dei suoi vantaggi ecologici ed economici.
La sua principale caratteristica è data dall’isolamento mediante le intercapedini d’aria del manto erboso e mediante lo strato di terra comprendente l’ammasso di radici e i processi vitali microbici che sono capaci di produrre calore. Altre caratteristiche sono l’isolamento acustico e capacità di accumulare calore; miglioramento della qualità dell’aria negli agglomerati industriali; miglioramento del microclima; miglioramento del sistema fognario cittadino e del regime delle acque agricole; vantaggio di tipo termico, in quanto lo strato protettivo di erba e di terra blocca le radiazioni UV impedendo così gli sbalzi di temperatura; funge da barriera al vapore; migliora l’estetica visiva migliorandone così la qualità della vita; per finire recupera le aree verdi perse con la stessa costruzione dell’edificio.
Molti sono i vantaggi dati dalla sua caratteristica tecnica e funzionale. Riepilogando possiamo dire che il risparmio energetico per il riscaldamento e per l’aria refrigerata, la facilità di posa, la sua reversibilità, la poca manutenzione e soprattutto il poco consumo idrico lo rendono efficiente.  La leggerezza strutturale, l’ottimizzazione della superficie, il benessere psico-fisico trasmesso dal nuovo potenziale spazio, vivibile in quota, la protezione dell’immobile e la sua maggiore durata del pacchetto superficiale di copertura lo rendono eco-sostenibile.
Un esempio di tetto verde per un’architettura che si prefigge l’obiettivo di essere economica, ecologica, sostenibile ed efficiente può essere progettato con una struttura portante in legno dove è possibile adagiare su un sistema modulare un manto di rivestimento verde, facile da posare, reversibile nel tempo, ottimo per essere integrato in superficie con pannelli solari e fotovoltaici, lucernai ed altri elementi tecnici e funzionali necessari per un suo efficiente comportamento.
Con questo tipo di copertura, possiamo contribuire al rinverdimento delle città, rigenerando con qualità, pieni e vuoti urbani dismessi o poco utilizzati, migliorandone così l’aspetto e la vivibilità.
Arch.?Emanuel Acciarito

Il “tetto verde” in architettura è una copertura piana o inclinata di un edifici, parzialmente o completamente ricoperta da un manto vegetale.

Il tetto verde è chiamato anche giardino pensile e la sua tecnica di inverdimento è conosciuta già nel VI secolo a.c. presso i Babilonesi. In Germania, nel XVIII-XIX secolo, le abitazioni degli agricoltori erano spesso ricoperte con uno strato vegetale per proteggerle dagli incendi. Nella nostra epoca è stato il maestro dell’architettura mondiale Le Corbusier ha riscoprire nelle sue teorie per la buona architettura il quasi re-dimenticato tetto-giardino. 

Ragioni tecniche, di economia, di comfort e ragioni sentimentali ci inducono come allora a ri-adottare i principi pratici e funzionali del tetto verde anche così come fu accennato nei cinque punti dell’architettura purista, manifesto della nuova architettura del ‘900 da Le Corbusier.  

Oggi il tetto verde rappresenta un beneficio concreto per l’ambiente, per il risparmio e la valorizzazione dello stesso immobile. Il tetto giardino è l’elemento edilizio che più di altri può contribuire concretamente a sostenere la programmazione edilizia delle città sostenibili grazie alla somma dei suoi vantaggi ecologici ed economici. 

La sua principale caratteristica è data dall’isolamento mediante le intercapedini d’aria del manto erboso e mediante lo strato di terra comprendente l’ammasso di radici e i processi vitali microbici che sono capaci di produrre calore. Altre caratteristiche sono l’isolamento acustico e capacità di accumulare calore; miglioramento della qualità dell’aria negli agglomerati industriali; miglioramento del microclima; miglioramento del sistema fognario cittadino e del regime delle acque agricole; vantaggio di tipo termico, in quanto lo strato protettivo di erba e di terra blocca le radiazioni UV impedendo così gli sbalzi di temperatura; funge da barriera al vapore; migliora l’estetica visiva migliorandone così la qualità della vita; per finire recupera le aree verdi perse con la stessa costruzione dell’edificio.

Molti sono i vantaggi dati dalla sua caratteristica tecnica e funzionale. Riepilogando possiamo dire che il risparmio energetico per il riscaldamento e per l’aria refrigerata, la facilità di posa, la sua reversibilità, la poca manutenzione e soprattutto il poco consumo idrico lo rendono efficiente.  La leggerezza strutturale, l’ottimizzazione della superficie, il benessere psico-fisico trasmesso dal nuovo potenziale spazio, vivibile in quota, la protezione dell’immobile e la sua maggiore durata del pacchetto superficiale di copertura lo rendono eco-sostenibile. 

Un esempio di tetto verde per un’architettura che si prefigge l’obiettivo di essere economica, ecologica, sostenibile ed efficiente può essere progettato con una struttura portante in legno dove è possibile adagiare su un sistema modulare un manto di rivestimento verde, facile da posare, reversibile nel tempo, ottimo per essere integrato in superficie con pannelli solari e fotovoltaici, lucernai ed altri elementi tecnici e funzionali necessari per un suo efficiente comportamento. 

Con questo tipo di copertura, possiamo contribuire al rinverdimento delle città, rigenerando con qualità, pieni e vuoti urbani dismessi o poco utilizzati, migliorandone così l’aspetto e la vivibilità.

Arch.Emanuel Acciarito


Dopo aver accantonato la paura, preso atto del dramma, sperato fino all’ultimo per qualche miracolo, ringraziato gli angeli soccorritori, messo in atto tutta la più grande solidarietà che solo un grande paese “famiglia” come è l’Italia può fare, è arrivato il momento nel quale tutti noi siamo chiamati a riflettere senza polemiche, accuse e retorica, sul limite nel quale alloggia ad oggi la sottile linea di vulnerabilità della bellezza e della sicurezza del nostro patrimonio immobiliare storico ed artistico italiano.
Quanto è vulnerabile il nostro patrimonio immobiliare? Quanto è sicuro? Ma soprattutto quanto ci impegniamo per salvaguardarlo? Queste sono solo alcune domande alle quali la società civile, la politica, la coscienza di ognuno di noi dovrà iniziare a dare presto una risposta.
Nel frattempo purtroppo, il terremoto ci butta giù fisicamente e moralmente, ci rattrista le nostre anime, ci fa sentire in punizione per colpa di quella stessa natura madre che tanto amiamo ed ammiriamo quanto odiamo e disprezziamo. Ma soprattutto il terremoto ci ricorda, quando ognuno di noi non appena terminato l’atto di unione e conforto l’uno con l’altro, si ritira a vivere ognuno la propria vita dentro il proprio orticello dimenticando quanto l'uomo sia puntualmente menefreghista e tanto avaro intellettualmente per non riconoscere che la sola causa di quanto accaduto anche in queste settimane non è colpa della forza della natura, ma dello stesso uomo superficiale che non ha fatto nulla nel tempo per evitare simili catastrofi, tragedie e strazi.
Sempre più frequentemente, parliamo di centri urbani storici ed avveniristici immaginandoceli immersi in quella utopistica idea di “smart city” aggiungo “green” dove sarebbe sano e bello vivere ognuno con la propria famiglia nel rispetto dell’uno e dell’altro in sicurezza e in equilibrio con la natura. Ma con la stessa frequenza però dimentichiamo troppo facilmente che è una fortuna e non un diritto che tale visione oggi la possiamo avere arricchita da un patrimonio immobiliare ed artistico reale, unico al mondo nel suo genere che non ci possiamo permettere di perdere per non averlo tutelato abbastanza nel tempo.
Dunque, al concetto propositivo di vita sana e intelligente, è arrivata l’ora di affiancarci battendo con forza sul tavolo della ragione il pugno della coscienza, il concetto di prevenzione e conservazione. Con questo atto dobbiamo ricordare a tutti che il nostro punto di partenza è il patrimonio ambientale incontaminato, il patrimonio culturale e immobiliare storico ed artistico che dobbiamo assolutamente iniziare a guardare non solo dal punto di vista estetico ma anche in quello strutturale e conservativo.
Restando in tema, possiamo dire con certezza che non esiste territorio su questa faccia della terra, anche se si fanno le classifiche delle zone più o meno sismiche, che non sia sismico.  Questo per dire che non esistono scorciatoie per non convincere intellettuali e non, a fare un passo in avanti per tracciare con maturità e decisione una chiara proiezione futura che programmi e valorizzi l’unicità del nostro patrimonio nazionale culturale senza averne programmato prima una buona azione condivisa che lo tuteli e lo salvaguardi da qualsiasi evento compromettente.
Come? Inizialmente adottando o pretendendo semplicemente l'adozione da parte di tutti, delle buone pratiche regolate dalle norme attualmente vigenti. In un secondo tempo, migliorare queste norme estendendo la loro azione su tutto il territorio nazionale senza più diversificare le zone in base al grado di sismicità assegnata. Terzo, permettere a tutti di ricorrere agli sgravi fiscali senza più distinzione di prima o seconda casa in quanto ritengo essere limitante a qualsiasi buon proposito. Queste sono solo alcune considerazioni fatte avendo come base, norme attualmente in vigore. Tanto atro si potrebbe fare se riuscissimo ad allargare il campo prospettico delle buone azioni attuando un vademecum chiaro con tutte le informazioni necessarie per mature con coscienza la buona pratica che tutela, salvaguarda e valorizza il nostro patrimonio culturale nazionale. Obiettivo è quello di maturare il senso di ricerca dell’equilibrio dell’uomo tra la natura e il costruito inseguendo lo stato di sicurezza dell’uomo e la bellezza del paesaggio attraverso un’accurata manutenzione e una lungimirante prevenzione. Economicità, sostenibilità ed efficienza dell’azione e della gestione dovrebbe completarne il quadro.
Pretendere questo attraverso incentivi, detrazioni fiscali o altre azioni, sono alcuni primi passi che la società civile di oggi deve iniziare a fare senza più rimandare il tutto a domani. L’Italia non può più permettersi di sfiorare o assistere inerme a queste tragedie annunciate.  La società non ha più alcun alibi.
Un paese avanzato, ricco di cultura, storia e arte come l’Italia, non può consentire ad una scossa di magnitudo 6 di provocare crolli e vittime di queste portate così come non può consentire che frane e alluvioni concorrano assieme ai terremoti a mettere continuamente a rischio la vita dell’uomo e lo stato di salute del paesaggio italiano.
Arch. Emanuel Acciarito

Dopo aver accantonato la paura, preso atto del dramma, sperato fino all’ultimo per qualche miracolo, ringraziato gli angeli soccorritori, messo in atto tutta la più grande solidarietà che solo un grande paese “famiglia” come è l’Italia può fare, è arrivato il momento nel quale tutti noi siamo chiamati a riflettere senza polemiche, accuse e retorica, sul limite nel quale alloggia ad oggi la sottile linea di vulnerabilità della bellezza e della sicurezza del nostro patrimonio immobiliare storico ed artistico italiano. 

Quanto è vulnerabile il nostro patrimonio immobiliare? Quanto è sicuro? Ma soprattutto quanto ci impegniamo per salvaguardarlo? Queste sono solo alcune domande alle quali la società civile, la politica, la coscienza di ognuno di noi dovrà iniziare a dare presto una risposta. 

Nel frattempo purtroppo, il terremoto ci butta giù fisicamente e moralmente, ci rattrista le nostre anime, ci fa sentire in punizione per colpa di quella stessa natura madre che tanto amiamo ed ammiriamo quanto odiamo e disprezziamo. Ma soprattutto il terremoto ci ricorda, quando ognuno di noi non appena terminato l’atto di unione e conforto l’uno con l’altro, si ritira a vivere ognuno la propria vita dentro il proprio orticello dimenticando quanto l'uomo sia puntualmente menefreghista e tanto avaro intellettualmente per non riconoscere che la sola causa di quanto accaduto anche in queste settimane non è colpa della forza della natura, ma dello stesso uomo superficiale che non ha fatto nulla nel tempo per evitare simili catastrofi, tragedie e strazi.

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Architettura, design e arte per condividere in strada
una riflessione sulla vita in città

Architettura, design e arte per condividere in strada 

Una riflessione sulla vita in città

“Green Urban Life". Questo è stato il messaggio urbano presentato domenica 26 giugno a Colleferro, dallo studio di architettura Atelier Creativo Acciarito, durante l’iniziativa di street art organizzata dall’associzione "Colleferro 14 Giugno" presso le mura di recinzione messe a disposizione dall’ azienda Gemafer di Colleferro.

12 street artist, si sono riuniti dalle prime ore del mattino in una street art performance sotto il sole cocente di una giornata estiva, restando impegnati ognuno nel proprio lavoro fino all’ imbrunire della giornata.  Ogni gruppo di lavoro o singolo artista ha collaborato nell’iniziativa annunciando al luogo un proprio messaggio colorato, permettendo ai muri di recinzione dell’azienda ospitante l’iniziativa di essere con questo suo nuovo look il messaggero stesso dell’opera degli artisti partecipanti.   

L’Atelier Creativo Acciarito di Alessio ed Emanuel Acciarito ha aderito all’iniziativa realizzando un murales di 24 metri quadrati distribuiti su una porzione di muro lunga 12 metri ed alta 2 metri. Il murales realizzato dai fratelli Acciarito coadiuvati da Valentina Profeta e Olimpia Di Zazzo è stato dedicato al territorio e per l’occasione lo studio ha coniato un proprio slogan urbano, con chiara impronta green ma soprattutto creativa e speranzosa per la vita urbana del futuro delle città che recita: “Gree urban life”.

Proprio l’auspicio di una vita urbana sempre più orientata ad essere supportata da una struttura verde presente in ogni angolo della città, è stato il messaggio che lo studio ha messo in risalto disegnando in un luogo pubblico urbano, a contatto con la strada e con le persone, un murales che ha il chiaro intento di far riflettere l’uomo sulla propria azione in città. 

Essere presenti in queste iniziative  - hanno dichiarato i fratelli Acciarito, a termine del lavoro - è di vitale importanza per il nostro lavoro, perché è solo vivendo la realtà della città in modo attivo che ci permette di toccare con mano quali sono le vere sensazioni delle persone che la vivono. Il contatto attivo con tutti coloro che hanno a cuore lo stato di salute della città è per noi fonte di ispirazione per coltivare al meglio la nostra visione di città futura. 

La condivisione di pensieri, idee, progetti e lavori così come è stato in questo caso con il murales “Gree urban life” che ricordiamo sarà ultimato nelle prossime settimane, è un modo per lo studio Acciarito, per contribuire con la propria creatività a tenere sempre vivo il dibattito su come migliorare la salute, il decoro e le funzionalità delle città del futuro.   

Arch. Emanuel Acciarito

Un sistema verde che piace all’uomo che vuole salvare l’ ambiente di domani

Da oltre cinquant’anni, i sistemi isolanti a cappotto sono una realtà costruttiva determinante per la riduzione del consumo energetico negli edifici esistenti e in quelli di nuova costruzione.
In questi anni, soprattutto in alcuni casi, la ricerca ha raggiunto risultati eccezionali nel campo dell’isolamento. I casi riscontrati in cui il prodotto ha saputo rendere l’edificio efficiente, sono stati quelli  dove allo studio è seguito una attenta qualità della progettazione, una scrupolosa scelta tipologica dei prodotti e degli elementi utilizzati e soprattutto una forte convinzione del concetto che la soluzione al problema dei consumi la si trova proprio nell’uso di un buon sistema a cappotto.
Dove la ricerca ha saputo applicare bene queste poche ma fondamentali regole, ha ottenuto esiti positivi. Tanto è che in alcuni casi è riuscita addirittura ad azzerare il consumo di energia. In altre circostanze, li dove l’edificio è stato pensato anche per produrre energia, la ricerca e la sua applicazione sul sistema è andata oltre le sue aspettative, riuscendo perfino a produrre più energia di quanta ne sia stata consumata.
Pertanto, il sistema a capotto termico è stato e continua ad essere il centro di questa ricerca,  è lo strumento con il quale il cappotto volge a un fine che migliora la funzionalità dell’edificio, ottenendo come risultato finale una migliore qualità della vita dell’ ambiente in cui l’uomo vive. 
Con questo presupposto, con tale convinzione e soprattutto con tanto impegno da parte dell’uomo, è davvero possibile ottenere importanti benefici ambientali ed economici da un edificio che ha installato un buon sistema a cappotto. Però, affinché tutto questo possa realizzarsi in maniera corretta, è importante che il sistema sia composto da una perfetta combinazione di elementi che messi insieme da una progettazione ed una esecuzione compiuta a regola d’arte diano il risultato sperato.
I componenti del sistema sono il collante, il materiale isolante, i tasselli, l’intonaco di fondo, l’armatura, l’intonaco di finitura ed infine gli accessori. Tutti questi elementi, disposti uno in relazione con l’altro formano la base del sistema. A seconda delle caratteristiche del singolo elemento e delle differenti esigenze dell’edificio, possiamo ottenere, un sistema a “cappotto base” per un isolamento pensato per gli standard più comuni di benessere; un sistema a “cappotto medio” per un isolamento ragionato per soddisfare esigenze di protezione più particolari; un sistema a “cappotto ecologico” per un isolamento ponderato per chi cerca una scelta che rispetti l’uomo e l’ambiente.
Capito questo, è rilevante basare la ricerca sull’aspetto tecnologico del sistema ma aggiungo anche che oggi è particolarmente vitale, fondare la ricerca stessa su quello che è l’aspetto naturale, sostenibile ed ecologico della scelta degli elementi del sistema.
E’ appunto per questo, che è molto apprezzabile, incentivare l’uso del sistema a cappotto composto da elementi di origine naturale ed ecologica perché questa è oramai la strada da intraprendere per migliore la qualità della vita dell’uomo negli ambienti, rispettando la natura.
Riepilogando, possiamo dire senza alcun problema “si” all’utilizzo del sistema a cappotto per tutti gli edifici esistenti e per tutti gli edifici di nuova costruzione purché la composizione del sistema abbandoni definitivamente l’utilizzo dei prodotti derivati dal ciclo degli idrocarburi per lasciare il posto all’uso dei prodotti di origine naturale. Questo perché i materiali ottenuti dal petrolio sono meno “bio-compatibili” rispetto a quelli “naturali” e più costosi e problematici per lo smaltimento in caso di demolizione. Per un’ architettura eco-sostenibile, è sempre preferibile percorrere la via naturale e come tale solo con un cappotto termico biodegradabile si può riuscire a percorrerla rendendo l’ edificio efficiente, ecologico e sostenibile. Il sistema a cappotto termico ecologico, è dunque la soluzione verde che può soddisfare meglio questo concetto eco-sostenibile perché pensa ad un’architettura sana che piace all’ uomo che vuole salvare l’ ambiente di domani.

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News in breve

Notte Europea dei Ricercatori 2016
Sta per ripartire l’edizione 2016 della Notte dei Ricercatori, la lunga maratona di eventi di divulgazione scientifica che vede nei Castelli Romani uno dei punti di maggior interesse: Frascati, Monte Porzio Catone e Rocca di Papa ma anche Colleferro e, ovviamente, Roma…
Di cosa si tratta? Dalla fine di settembre sarà possibile assistere a seminari, conferenze e visite guidate gratuite nei laboratori che sono distribuiti sul nostro territorio: l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il CNR di Tor Vergata, L’ENEA, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare,  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e molti altri, con happening a Frascati dedicati alla scienza. Si tratta di eventi divulgativi e dedicati al grande pubblico; alcuni sono specifici per ragazzi e in ogni caso è necessaria la prenotazione, che va fatta per tempo considerato che i posti sono limitati e la richiesta è altissima. Anche le scuole possono chiedere di partecipare e sul sito dedicato alla Notte (http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2016) c’è programma specifico per gli istituti scolastici.
Negli anni passati, tra l’altro, ci sono stati collegamenti in diretta con i cosmonauti italiani nella stazione spaziale internazionale, esperimenti dal vivo in cui sono stati coinvolti in prima persona i visitatori, osservazioni dal telescopio astronomico, è stato, persino, possibile assaggiare le razioni che sono distribuite agli astronauti (prodotte da una ditta italiana…) nello spazio: un occasione per avvicinarsi alla scienza e conoscerne i risvolti più interessanti e curiosi. Ogni evento è gratuito.
Vivaldo Moscatelli

Sta per ripartire l’edizione 2016 della Notte dei Ricercatori, la lunga maratona di eventi di divulgazione scientifica che vede nei Castelli Romani uno dei punti di maggior interesse: Frascati, Monte Porzio Catone e Rocca di Papa ma anche Colleferro e, ovviamente, Roma…

Di cosa si tratta? Dalla fine di settembre sarà possibile assistere a seminari, conferenze e visite guidate gratuite nei laboratori che sono distribuiti sul nostro territorio: l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il CNR di Tor Vergata, L’ENEA, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare,  l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e molti altri, con happening a Frascati dedicati alla scienza. Si tratta di eventi divulgativi e dedicati al grande pubblico; alcuni sono specifici per ragazzi e in ogni caso è necessaria la prenotazione, che va fatta per tempo considerato che i posti sono limitati e la richiesta è altissima. Anche le scuole possono chiedere di partecipare e sul sito dedicato alla Notte (http://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2016) c’è programma specifico per gli istituti scolastici.

Negli anni passati, tra l’altro, ci sono stati collegamenti in diretta con i cosmonauti italiani nella stazione spaziale internazionale, esperimenti dal vivo in cui sono stati coinvolti in prima persona i visitatori, osservazioni dal telescopio astronomico, è stato, persino, possibile assaggiare le razioni che sono distribuite agli astronauti (prodotte da una ditta italiana…) nello spazio: un occasione per avvicinarsi alla scienza e conoscerne i risvolti più interessanti e curiosi. Ogni evento è gratuito.

Vivaldo Moscatelli


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