Messaggio
  • Cookie policy del sito giornaleinfo.it

    Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti, per mostrarti pubblicita' in linea con le tue preferenze e migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai click su Consulta la documentazione. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.

    Consulta la documentazione sulla privacy

L'editoriale mensile del nostro giornale si occuperà dei vari aspetti della vita politica, sociale ed economica del nostro paese mantenendo particolare attenzione alla zona dei Castelli Romani. Tratteremo a 360° i temi più interessanti in modo da approfondire le notizie e le novità del mese. L'editoriale, redatto dal direttore Fulvia Di Iulio, sarà una finestra interessante sul mondo che ci circonda e sui temi a noi più cari.

Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie

L’Editoriale di Luglio lo dedico a una notizia aberrante, di quelle che non vorresti mai sentire, soprattutto nella nostra epoca improntata nella tutela dei diritti, in una nazione dove è nata "Questo non è amore", la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato, presente in tutta Italia con postazioni mobili, i camper, e stand informativi. Di certo nessuno poteva pensare di includere in questo progetto, oltre alle donne, anche i bambini rapiti alle proprie famiglie e poi venduti ad altre famiglie. E mentre a Rocca di Papa un sindaco muore, Emanuele Crestini, per proteggere i dipendenti del comune dalla fuga di gas, un altro sindaco a Bibbiano, Andrea Carletti, è stato accusato insieme ad altri di aver consapevolmente sottratto dei bambini minorenni alle famiglie per darli in affido retribuito a dei conoscenti-amici. Le forze dell’ordine di Reggio Emilia che hanno condotto l’indagine sono rimasti basiti nello scoprire che diversi bambini sono stati sottoposti ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”, per toglierli dai propri genitori e darli in affido ad altri, dietro compenso. L’inchiesta ha visto coinvolte svariate persone, fra cui anche il sindaco di Bibbiano, rappresentante del Partito Democratico. I fatti. I bambini venivano allontanati dalle proprie famiglie con un provvedimento d’urgenza, quando sopraggiungevano segnali di sofferenza e quasi mai di abuso. Era sufficiente un piccolo disagio manifestato dai minori per sottrarli seduta stante ai genitori. Bastava un pretesto, un semplice sospetto, ad esempio i gemiti di una bambina mentre era in bagno, affinché gli assistenti sociali erano legittimati ad emettere un provvedimento per un abuso sessuale. Per sostenere tali provvedimenti e far partire la pratica, sempre nella stessa struttura del territorio, alcuni assistenti sociali e alcuni psicoterapeuti facevano il lavaggio del cervello ai bambini, dicono gli inquirenti: li manipolavano nel corso di estenuanti sedute creando in loro un falso ricordo di abusi, anche attraverso l’uso di impulsi elettromagnetici mediante elettrodi applicati a mani e piedi. Sempre  secondo le indagini, avrebbero fatto carte false, ritoccato i disegni dei piccoli per dare loro una connotazione sessuale, aggiustato le relazioni, omesso informazioni chiave che avrebbero spiegato certi comportamenti, denigrato i genitori dei piccoli. Addirittura sarebbero arrivati a inventare episodi che poi sottoponevano al Tribunale per i minori per ottenere il decadimento della patria potestà e affidare i piccoli ad altri genitori, amici e conoscenti degli indagati, che poi ricevevano contributi maggiorati rispetto al normale. Tutto, stando all’accusa, con lo scopo di lucrare sulla sofferenza dei minori assicurandosi fondi pubblici per cure, consulenze, incarichi e docenze.
Un business di centinaia di migliaia di euro, per gli inquirenti. Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie. Il metodo era manipolare la memoria e i racconti delle vittime e falsificare i documenti. Da qui i falsi dossier composti da disegni di bimbi con falsi dettagli a sfondo sessuale. Un particolare ancora più sconvolgente, è che dopo l’allontanamento dalle famiglie di origine, i minori sarebbero stati anche vittime di stupro all’interno delle famiglie affidatarie e delle comunità. Non solo: per anni i servizi sociali avrebbero omesso di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali e che sono stati invece rinvenuti dai carabinieri. È un campionario agghiacciante di falsi, depistaggi e molto altro quello che emerge dall’inchiesta Angeli e Demoni condotta dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia che il 27 giugno ha fatto scattare misure cautelari per 18 persone (27 gli indagati) ritenute implicate nel distorto sistema degli affidi della Val D’Enza. In 6 sono ai domiciliari: tra questi il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di concorso in abuso d’ufficio per avere dato copertura amministrativa ai crimini commessi da assistenti sociali, medici e psicoterapeuti. Oltre ai domiciliari sono state decise misure interdittive e per due affidatari il divieto di avvicinamento ai piccoli. I reati contestati a vario titolo sono falso in atto pubblico, maltrattamenti, frode processuale, depistaggio e lesioni gravissime sui bimbi. Dall’inchiesta Angeli e demoni emerge come tra gli indagati ci fosse l’intenzione di far diventare la onlus Hansel e Gretel e il centro La Cura di Bibbiano un vero punto di riferimento per più territori: non solo Reggio Emilia, dunque, ma anche Parma e Modena. Che Dio ce ne liberi!
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

L’Editoriale di Luglio lo dedico a una notizia aberrante, di quelle che non vorresti mai sentire, soprattutto nella nostra epoca improntata nella tutela dei diritti, in una nazione dove è nata "Questo non è amore", la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato, presente in tutta Italia con postazioni mobili, i camper, e stand informativi. Di certo nessuno poteva pensare di includere in questo progetto, oltre alle donne, anche i bambini rapiti alle proprie famiglie e poi venduti ad altre famiglie. E mentre a Rocca di Papa un sindaco muore, Emanuele Crestini, per proteggere i dipendenti del comune dalla fuga di gas, un altro sindaco a Bibbiano, Andrea Carletti, è stato accusato insieme ad altri di aver consapevolmente sottratto dei bambini minorenni alle famiglie per darli in affido retribuito a dei conoscenti-amici. Le forze dell’ordine di Reggio Emilia che hanno condotto l’indagine sono rimasti basiti nello scoprire che diversi bambini sono stati sottoposti ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”, per toglierli dai propri genitori e darli in affido ad altri, dietro compenso. L’inchiesta ha visto coinvolte svariate persone, fra cui anche il sindaco di Bibbiano, rappresentante del Partito Democratico. I fatti. I bambini venivano allontanati dalle proprie famiglie con un provvedimento d’urgenza, quando sopraggiungevano segnali di sofferenza e quasi mai di abuso. Era sufficiente un piccolo disagio manifestato dai minori per sottrarli seduta stante ai genitori. Bastava un pretesto, un semplice sospetto, ad esempio i gemiti di una bambina mentre era in bagno, affinché gli assistenti sociali erano legittimati ad emettere un provvedimento per un abuso sessuale. Per sostenere tali provvedimenti e far partire la pratica, sempre nella stessa struttura del territorio, alcuni assistenti sociali e alcuni psicoterapeuti facevano il lavaggio del cervello ai bambini, dicono gli inquirenti: li manipolavano nel corso di estenuanti sedute creando in loro un falso ricordo di abusi, anche attraverso l’uso di impulsi elettromagnetici mediante elettrodi applicati a mani e piedi. Sempre  secondo le indagini, avrebbero fatto carte false, ritoccato i disegni dei piccoli per dare loro una connotazione sessuale, aggiustato le relazioni, omesso informazioni chiave che avrebbero spiegato certi comportamenti, denigrato i genitori dei piccoli. Addirittura sarebbero arrivati a inventare episodi che poi sottoponevano al Tribunale per i minori per ottenere il decadimento della patria potestà e affidare i piccoli ad altri genitori, amici e conoscenti degli indagati, che poi ricevevano contributi maggiorati rispetto al normale. Tutto, stando all’accusa, con lo scopo di lucrare sulla sofferenza dei minori assicurandosi fondi pubblici per cure, consulenze, incarichi e docenze. 

Un business di centinaia di migliaia di euro, per gli inquirenti. Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie. Il metodo era manipolare la memoria e i racconti delle vittime e falsificare i documenti. Da qui i falsi dossier composti da disegni di bimbi con falsi dettagli a sfondo sessuale. Un particolare ancora più sconvolgente, è che dopo l’allontanamento dalle famiglie di origine, i minori sarebbero stati anche vittime di stupro all’interno delle famiglie affidatarie e delle comunità. Non solo: per anni i servizi sociali avrebbero omesso di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali e che sono stati invece rinvenuti dai carabinieri. È un campionario agghiacciante di falsi, depistaggi e molto altro quello che emerge dall’inchiesta Angeli e Demoni condotta dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia che il 27 giugno ha fatto scattare misure cautelari per 18 persone (27 gli indagati) ritenute implicate nel distorto sistema degli affidi della Val D’Enza. In 6 sono ai domiciliari: tra questi il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di concorso in abuso d’ufficio per avere dato copertura amministrativa ai crimini commessi da assistenti sociali, medici e psicoterapeuti. Oltre ai domiciliari sono state decise misure interdittive e per due affidatari il divieto di avvicinamento ai piccoli. I reati contestati a vario titolo sono falso in atto pubblico, maltrattamenti, frode processuale, depistaggio e lesioni gravissime sui bimbi. Dall’inchiesta Angeli e demoni emerge come tra gli indagati ci fosse l’intenzione di far diventare la onlus Hansel e Gretel e il centro La Cura di Bibbiano un vero punto di riferimento per più territori: non solo Reggio Emilia, dunque, ma anche Parma e Modena. Che Dio ce ne liberi!

Dott.ssa Fulvia Di Iulio

Cdm approva il Codice Rosso,
una corsia preferenziale per le denunce
di violenza sulle donne

Cdm approva il Codice Rosso, una corsia preferenziale per le denunce di violenza sulle donne

Questo mese voglio parlarvi di un grande traguardo per tutte le donne vittime di violenza: il ddl Codice Rosso (Ansa). La violenza sulle donne è ancora una piaga sociale da annientare, nei primi nove mesi del 2018 sono avvenuti 32 femminicidi. È così che nasce il Codice Rosso, una corsia preferenziale per le denunce e le indagini più rapide sui casi di violenza alle donne. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Codice Rosso, il Ddl firmato dai ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. Tutte le denunce effettuate per maltrattamenti, violenze sessuali, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza, saranno portate direttamente al pubblico ministero, la donna sarà poi sentito entro tre giorni. Durante la riunione del governo a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte e i ministri hanno indossato un nastrino rosso, come simbolo di vicinanza alle donne vittime di violenza. "Per noi contrastare la violenza domestica e di genere è un'azione che va qualificata con codice rosso", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine del Cdm. Il Disegno di Legge “Codice Rosso” prevede che siano rispettati i tempi in termini di risoluzione veloce dei casi denunciati: "anche le fasi successive avranno tempi immediati. La polizia dovrà procedere senza ritardo e allo stesso mondo sempre senza ritardo dovrà dare riscontri al magistrato", ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e ancora "la semplicità di questa legge è anche la forza di questa legge". Il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno ha commentato: "Ci sono donne che sono morte in attesa di giudizio dopo aver presentato la denuncia". Inoltre il ddl Codice Rosso contiene anche altre misure come l'obbligo per le forze di polizia di seguire corsi di formazione ad hoc. Di seguito si riportano i punti saliente del ddl Codice Rosso.

DENUNCE TRASMESSE SUBITO AL PM: Sparisce, con una modifica dell'articolo 347 del codice di procedura penale, ogni discrezionalità da parte della polizia giudiziaria che, una volta ricevuta una denuncia da parte di una donna su maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate subiti e commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, dovrà inviarla subito al magistrato senza valutare se sussistono ragioni di urgenza. La ragione di questa velocizzazione è impedire che la situazione deteriori ulteriormente e adottare il prima possibile eventuali provvedimenti "protettivi o di non avvicinamento".

PM DEVE SENTIRE VITTIMA ENTRO TRE GIORNI: L'obbligo per il magistrato scatta dall'avvio del procedimento per tutti i casi di violenza domestica e di genere. Una deroga è possibile solo se ricorrono "imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della vittima". Con la modifica dell'articolo 362 del codice di procedura penale si vuole dare al pubblico ministero la possibilità di valutare subito l'eventuale sussistenza delle esigenze cautelari a carico dell'aggressore.

POLIZIA GIUDIZIARIA DEVE DARE PRIORITA’ A INDAGINI: Con un'integrazione dell'art. 370 c.p.p., si obbliga la polizia giudiziaria a dare priorità allo svolgimento delle indagini delegate dal pubblico ministero (senza alcuna possibilità di valutare l'esistenza dell'urgenza) quando si tratti di reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, commessi in ambito familiare o di semplice convivenza. E l'esito dell'indagine va trasmesso in modo tempestivo al pubblico ministero.

CORSI DI FORMAZIONE PER FORZE POLIZIA: Il disegno di legge introduce l'obbligo di formazione (a partire dall'anno successivo all'entrata in vigore della legge) per la polizia di Stato, Arma dei carabinieri e polizia Penitenziaria, attraverso la frequenza di corsi presso specifici istituti, così da fornire al personale coinvolto in procedimenti in materia di violenza domestica e di genere, le competenze specialistiche necessarie a fronteggiare questa tipologia di reati, sia in termini di prevenzione che di repressione degli stessi, nonché per una più adeguata interlocuzione con le vittime.

Ora, ci aspettiamo che questo ddl “Codice Rosso” sia esteso ad altri tipi di violenze come quelle verso gli uomini e gli animali che subiscono lo stesso trattamento. Se volete parlare della vs esperienza, scrivete alla rubrica “lettere al direttore” come testimonianza della vs vicenda.

Dott.ssa Fulvia Di Iulio

“Conti correnti dormienti”

I conti bancari dormienti sono tutti quei rapporti bancari che prevedono un importo maggiore di 100 euro e sui quali non è avvenuta alcuna movimentazione in un arco temporale di 10 anni. Tutti i conti che prevedono un deposito di denaro possono divenire dormienti: dal libretto di risparmio, al conto corrente sia bancario che postale, dalle obbligazioni ai titoli di Stato, sino alle azioni. denaro e titoli non movimentati da vent'anni passano allo Stato. Conti in rosso o non movimentati, decesso, incapacità o fallimento del correntista autorizzano la banca a chiudere il conto. Tali risorse dovrebbero finire in un fondo ad hoc “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie”, tuttavia sembra che dal 2007 a oggi, sono finite nelle casse dello Stato per un ammontare di oltre 2 miliardi. Le banche non avvertono eredi o beneficiari dei conti dormienti. L'unica possibilità per chi pensa possano esistere conti intestati propri o a familiari è verificare la banca dati Consap. "A oggi - conferma un istituto di credito - non viene inviata una comunicazione agli eredi in caso di decesso del titolare in quanto la norma richiede esclusivamente l'invio della raccomandata al titolare del rapporto". perché "in caso di decesso, la Banca potrebbe non conoscere l'identità degli eredi". Chi ha dimenticato soldi o titoli nelle casse della banca o della posta oppure da molti anni non li usa più perderà il diritto di disporne. Il Fondo Conti dormienti è stato istituito da dieci anni, in sostanza si tratta di soldi o di titoli non utilizzati da 20 anni. Il contratto di conto corrente bancario, detto anche di corrispondenza, rappresenta certamente il tipo di contratto bancario più diffuso e conosciuto dai clienti. È inoltre uno strumento estremamente duttile che permette oltre all’accredito di stipendio/pensione e all’uso della carta di addebito bancomat, l’aggiunta di tutta una serie di servizi accessori ugualmente utili: fido, home banking, domiciliazione delle utenze, ecc. La varietà dei servizi offerti ha quindi riscontrato l’interesse di molti trasformandolo, per tutti, in una vera e propria necessità. Costituendo una realtà imprescindibile occorre  quindi conoscere le modalità di un uso consono che mettano al riparo dal rischio di una chiusura d’ufficio. Il contratto di conto corrente bancario può infatti essere chiuso dall’istituto di credito. Il correntista comune sa di poter sempre recedere dal rapporto con la propria banca per aprire un altro conto con un’altra banca magari a costi più contenuti. Dall’altro canto pari diritto di recesso è riconosciuto anche all’altra parte del rapporto. La disciplina relativa è contenuta nel codice civile e nel contratto stipulato tra le parti. In particolare la legge distingue il modo in cui può essere esercitato il diritto di recesso nei contratti che prevedono un apertura del credito. È questo il tipo di contratto in cui la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro senza limiti di tempo o solo per un dato periodo. Nei contratti a tempo indeterminato (privi di termine, sono la gran parte), la banca può recedere dal rapporto in essere previa comunicazione al correntista entro il termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro quindici giorni. In linea generale nei contratti a tempo determinato o a termine, la banca non può recedere dal rapporto in essere prima della sua naturale scadenza, salvo patto contrario e laddove ricorra una giusta causa. Costituisce una giusta causa per la banca ad esempio l’assenza di fondi sufficienti per far fronte agli ordini di pagamento ricevuti. Sebbene tali ipotesi sia scarsamente utilizzata. La banca infatti continua a maturare gli interessi passivi sulle somme dovute nonché le varie commissioni e spese di tenuta conto. Ecco perché l’intestatario di un conto corrente che presenta passività cui non è in grado di provvedere, potrà richiedere lui stesso il recesso al fine di limitare, per quanto possibile, la sua esposizione debitoria nei confronti della banca. A tale forma di recesso del cliente non possono addebitarsi né penali né spese di chiusura. Le banche inoltre da qualche anno devono chiudere i conti cosiddetti “dormienti”. Sono questi quei conti per i quali il correntista non ha compiuto per lungo tempo alcuna delle operazioni proprie del contratto o quelli mai reclamati dagli eredi del titolare deceduto. Altre ipotesi di scioglimento del rapporto e contestuale chiusura del conto sono:
la scadenza del termine nei contratti a tempo determinato;
la morte dell’intestatario;
la sopravvenuta incapacità del correntista;
Il fallimento dell’imprenditore.
Il titolare di conto corrente bancario che non può proseguire l’attività di impresa ed è soggetto alla disciplina del fallimento, vede cessare il proprio rapporto con la banca non appena dichiarato fallito.
Note: Artt. 1845 e 1855 cod. civ.; Art. 118, Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario); art 10, comma 2, decreto legge n. 223/2006 convertito in Legge n. 248/2006; Art. 1, comma 345, Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006); d.P.R. n. 116/2007; art. 4  D.L. n. 190/2008.
Da oggi è possibile consultare on -line i conti correnti dormienti. Si trova on-line l’elenco dei conti correnti dormienti superiori a 100 euro- si legge nella nota diffusa dall’ADICO – sul sito del ministero dell’Economia (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/). Si tratta di quei conti sui quali non si registra nessuna operazione in banca o alla Posta da almeno 10 anni consecutivamente – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – alle quali il Governo ha istituito un fondo per le vittime dei crack, per funzioni di utilità sociale e per la stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Il motore di ricerca predisposto dal Ministero ha raccolto tutti i dati dei depositi la cui dormienza si sia verificata tra il 17 agosto 2007 e il 31 dicembre 2009. Si tratta, in particolare, di un totale di 101.462 rapporti, per un importo complessivo di 89.878.470,91 milioni di euro. Ma se non c’è nulla da fare per i malcapitati assicurati che non hanno riscosso la polizza entro 24 mesi (i capitali confluiti nel Fondo non potranno infatti essere riottenuti), secondo la normativa in vigore, i depositi di denaro, i preziosi, i libretti di risparmio, gli assegni circolari mai rimborsati, i titoli azionari o obbligazionari appartenenti a persone decedute o scomparse che non risultano più movimentati possono essere richiesti fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti all’intermediario finanziario. Successivamente gli interessati potranno richiedere la restituzione delle relative somme direttamente al ministero dell’Economia. Da oggi, ricordano gli esperti dell’ADICO, il ministero dell’Economia da’ la sveglia a chi deve chiedere il rimborso di somme affluite nel “Fondo rapporti dormienti” mettendo a disposizione un call center. Non si tratta, tuttavia, di un numero verde, ma di un fisso 06.85796444, attivo nei giorni feriali dal lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9,00 alle 17,00 e il venerdi’ dalle ore 9,00 alle ore 13.00, che fa capo alla Consap S.p.a., una societa’ interamente partecipata dal Ministero dell’Economia alla quale è stata affidata la gestione delle richieste di rimborso. In particolare, Consap fornira’ assistenza a chi ha gia’ inviato le domande di rimborso al Ministero e a coloro che, consultando gli elenchi pubblicati sul sito www.tesoro.it o ricevendo direttamente informazioni dagli intermediari, risultino tra i titolari o gli aventi diritto di rapporti confluiti al citato Fondo.
(https://www.facile.it/conti/guida/conti-correnti-dormienti-cosa-sono-e-come-recuperarli.html ; https://www.laleggepertutti.it/176721_quando-la-banca-chiude-il-conto )
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

I conti bancari dormienti sono tutti quei rapporti bancari che prevedono un importo maggiore di 100 euro e sui quali non è avvenuta alcuna movimentazione in un arco temporale di 10 anni. Tutti i conti che prevedono un deposito di denaro possono divenire dormienti: dal libretto di risparmio, al conto corrente sia bancario che postale, dalle obbligazioni ai titoli di Stato, sino alle azioni. denaro e titoli non movimentati da vent'anni passano allo Stato. Conti in rosso o non movimentati, decesso, incapacità o fallimento del correntista autorizzano la banca a chiudere il conto. Tali risorse dovrebbero finire in un fondo ad hoc “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie”, tuttavia sembra che dal 2007 a oggi, sono finite nelle casse dello Stato per un ammontare di oltre 2 miliardi. Le banche non avvertono eredi o beneficiari dei conti dormienti. L'unica possibilità per chi pensa possano esistere conti intestati propri o a familiari è verificare la banca dati Consap. "A oggi - conferma un istituto di credito - non viene inviata una comunicazione agli eredi in caso di decesso del titolare in quanto la norma richiede esclusivamente l'invio della raccomandata al titolare del rapporto". perché "in caso di decesso, la Banca potrebbe non conoscere l'identità degli eredi". Chi ha dimenticato soldi o titoli nelle casse della banca o della posta oppure da molti anni non li usa più perderà il diritto di disporne. Il Fondo Conti dormienti è stato istituito da dieci anni, in sostanza si tratta di soldi o di titoli non utilizzati da 20 anni. Il contratto di conto corrente bancario, detto anche di corrispondenza, rappresenta certamente il tipo di contratto bancario più diffuso e conosciuto dai clienti. È inoltre uno strumento estremamente duttile che permette oltre all’accredito di stipendio/pensione e all’uso della carta di addebito bancomat, l’aggiunta di tutta una serie di servizi accessori ugualmente utili: fido, home banking, domiciliazione delle utenze, ecc. La varietà dei servizi offerti ha quindi riscontrato l’interesse di molti trasformandolo, per tutti, in una vera e propria necessità. Costituendo una realtà imprescindibile occorre  quindi conoscere le modalità di un uso consono che mettano al riparo dal rischio di una chiusura d’ufficio. Il contratto di conto corrente bancario può infatti essere chiuso dall’istituto di credito. Il correntista comune sa di poter sempre recedere dal rapporto con la propria banca per aprire un altro conto con un’altra banca magari a costi più contenuti. Dall’altro canto pari diritto di recesso è riconosciuto anche all’altra parte del rapporto. La disciplina relativa è contenuta nel codice civile e nel contratto stipulato tra le parti. In particolare la legge distingue il modo in cui può essere esercitato il diritto di recesso nei contratti che prevedono un apertura del credito. È questo il tipo di contratto in cui la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro senza limiti di tempo o solo per un dato periodo. Nei contratti a tempo indeterminato (privi di termine, sono la gran parte), la banca può recedere dal rapporto in essere previa comunicazione al correntista entro il termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro quindici giorni. In linea generale nei contratti a tempo determinato o a termine, la banca non può recedere dal rapporto in essere prima della sua naturale scadenza, salvo patto contrario e laddove ricorra una giusta causa. Costituisce una giusta causa per la banca ad esempio l’assenza di fondi sufficienti per far fronte agli ordini di pagamento ricevuti. Sebbene tali ipotesi sia scarsamente utilizzata. La banca infatti continua a maturare gli interessi passivi sulle somme dovute nonché le varie commissioni e spese di tenuta conto. Ecco perché l’intestatario di un conto corrente che presenta passività cui non è in grado di provvedere, potrà richiedere lui stesso il recesso al fine di limitare, per quanto possibile, la sua esposizione debitoria nei confronti della banca. A tale forma di recesso del cliente non possono addebitarsi né penali né spese di chiusura. Le banche inoltre da qualche anno devono chiudere i conti cosiddetti “dormienti”. Sono questi quei conti per i quali il correntista non ha compiuto per lungo tempo alcuna delle operazioni proprie del contratto o quelli mai reclamati dagli eredi del titolare deceduto. Altre ipotesi di scioglimento del rapporto e contestuale chiusura del conto sono:

la scadenza del termine nei contratti a tempo determinato;

la morte dell’intestatario;

la sopravvenuta incapacità del correntista;

Il fallimento dell’imprenditore. 

Il titolare di conto corrente bancario che non può proseguire l’attività di impresa ed è soggetto alla disciplina del fallimento, vede cessare il proprio rapporto con la banca non appena dichiarato fallito.

Note: Artt. 1845 e 1855 cod. civ.; Art. 118, Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario); art 10, comma 2, decreto legge n. 223/2006 convertito in Legge n. 248/2006; Art. 1, comma 345, Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006); d.P.R. n. 116/2007; art. 4  D.L. n. 190/2008.

Da oggi è possibile consultare on -line i conti correnti dormienti. Si trova on-line l’elenco dei conti correnti dormienti superiori a 100 euro- si legge nella nota diffusa dall’ADICO – sul sito del ministero dell’Economia (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/). Si tratta di quei conti sui quali non si registra nessuna operazione in banca o alla Posta da almeno 10 anni consecutivamente – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – alle quali il Governo ha istituito un fondo per le vittime dei crack, per funzioni di utilità sociale e per la stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Il motore di ricerca predisposto dal Ministero ha raccolto tutti i dati dei depositi la cui dormienza si sia verificata tra il 17 agosto 2007 e il 31 dicembre 2009. Si tratta, in particolare, di un totale di 101.462 rapporti, per un importo complessivo di 89.878.470,91 milioni di euro. Ma se non c’è nulla da fare per i malcapitati assicurati che non hanno riscosso la polizza entro 24 mesi (i capitali confluiti nel Fondo non potranno infatti essere riottenuti), secondo la normativa in vigore, i depositi di denaro, i preziosi, i libretti di risparmio, gli assegni circolari mai rimborsati, i titoli azionari o obbligazionari appartenenti a persone decedute o scomparse che non risultano più movimentati possono essere richiesti fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti all’intermediario finanziario. Successivamente gli interessati potranno richiedere la restituzione delle relative somme direttamente al ministero dell’Economia. Da oggi, ricordano gli esperti dell’ADICO, il ministero dell’Economia da’ la sveglia a chi deve chiedere il rimborso di somme affluite nel “Fondo rapporti dormienti” mettendo a disposizione un call center. Non si tratta, tuttavia, di un numero verde, ma di un fisso 06.85796444, attivo nei giorni feriali dal lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9,00 alle 17,00 e il venerdi’ dalle ore 9,00 alle ore 13.00, che fa capo alla Consap S.p.a., una societa’ interamente partecipata dal Ministero dell’Economia alla quale è stata affidata la gestione delle richieste di rimborso. In particolare, Consap fornira’ assistenza a chi ha gia’ inviato le domande di rimborso al Ministero e a coloro che, consultando gli elenchi pubblicati sul sito www.tesoro.it o ricevendo direttamente informazioni dagli intermediari, risultino tra i titolari o gli aventi diritto di rapporti confluiti al citato Fondo.

(https://www.facile.it/conti/guida/conti-correnti-dormienti-cosa-sono-e-come-recuperarli.html ; https://www.laleggepertutti.it/176721_quando-la-banca-chiude-il-conto )


Dott.ssa Fulvia Di Iulio

Viaggiare Sicuri

La cosa più importante quando si organizza un viaggio è sapersi al sicuro da qualsiasi evento o imprevisto. Certo è impossibile prevedere prima del tempo come sarà un viaggio, quello lo lasciamo nelle mani di altri fenomeni, ad esempio dell’astrologia, ma sicuramente abbiamo la possibilità di viaggiare sicuri. Come? Semplicemente segnalando la propria presenza all’estero sul sito di www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it , lo riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri (http://www.esteri.it ) con la Cooperazione Internazionale Viaggiare Sicuri e Dove Siamo nel Mondo in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia (ACI). Il testimonial della campagna è Alberto Angela, il famoso giornalista e conduttore nonché figlio del noto Piero Angela. La Farnesina stessa consiglia ai futuri viaggiatori di compiere un’attenta consultazione all’interno dei siti per poi prendere la giusta decisione a fronte di un viaggio consapevole e responsabile. Tali siti, infine, sono molto importanti non solo per segnalare la propria presenza all’estero ma svolgono anche la funzione di trovare varie informazioni sui luoghi che si intendono visitare e sugli eventuali rischi sulla sicurezza. Quindi, sul sito di Dove Siamo Nel Mondo, la Farnesina ci consiglia di “registrarci” - nella sezione Turismo nella pagina della Homepage - prima di partire e di riportare i dati necessari per essere rintracciati e ricevere informazioni utili in caso di emergenza ma anche per coloro che risiedono all'estero, inoltre si può consultare il sito per avere informazioni su: Lavoro (Servizio dedicato alle aziende ed a coloro che viaggiano per motivi professionali), Operatori umanitari e di cooperazione (Servizio dedicato alle organizzazioni e agli operatori umanitari e di cooperazione), Media (Servizio dedicato agli operatori dei Media), Sport (Servizio dedicato ad atleti, delegazioni, staff tecnici impegnati in eventi sportivi all'estero) e infine Scuola - Università ricerca (Studio all'estero, progetti universitari, viaggi scolastici, ricerca scientifica). Mentre sul sito Viaggiare Sicuri, nella voce “Homepage”, è attiva la sezione chiamata “Ultim’ora”, dove sono riportati gli eventi dei vari Paesi e una ulteriore sezione dedicata alle “Info sanitarie” realizzata con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Cliccando sul Paese a cui siamo interessati, avremmo la possibilità di valutare in tempo reale la situazione, a partire dalle informazioni generali, alla sicurezza, alla situazione sanitaria e infine alla mobilità.
Non mi resta che augurarvi: Buon Viaggio!

La cosa più importante quando si organizza un viaggio è sapersi al sicuro da qualsiasi evento o imprevisto. Certo è impossibile prevedere prima del tempo come sarà un viaggio, quello lo lasciamo nelle mani di altri fenomeni, ad esempio dell’astrologia, ma sicuramente abbiamo la possibilità di viaggiare sicuri. Come? Semplicemente segnalando la propria presenza all’estero sul sito di www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it , lo riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri (http://www.esteri.it ) con la Cooperazione Internazionale Viaggiare Sicuri e Dove Siamo nel Mondo in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia (ACI). Il testimonial della campagna è Alberto Angela, il famoso giornalista e conduttore nonché figlio del noto Piero Angela. La Farnesina stessa consiglia ai futuri viaggiatori di compiere un’attenta consultazione all’interno dei siti per poi prendere la giusta decisione a fronte di un viaggio consapevole e responsabile. Tali siti, infine, sono molto importanti non solo per segnalare la propria presenza all’estero ma svolgono anche la funzione di trovare varie informazioni sui luoghi che si intendono visitare e sugli eventuali rischi sulla sicurezza. Quindi, sul sito di Dove Siamo Nel Mondo, la Farnesina ci consiglia di “registrarci” - nella sezione Turismo nella pagina della Homepage - prima di partire e di riportare i dati necessari per essere rintracciati e ricevere informazioni utili in caso di emergenza ma anche per coloro che risiedono all'estero, inoltre si può consultare il sito per avere informazioni su: Lavoro (Servizio dedicato alle aziende ed a coloro che viaggiano per motivi professionali), Operatori umanitari e di cooperazione (Servizio dedicato alle organizzazioni e agli operatori umanitari e di cooperazione), Media (Servizio dedicato agli operatori dei Media), Sport (Servizio dedicato ad atleti, delegazioni, staff tecnici impegnati in eventi sportivi all'estero) e infine Scuola - Università ricerca (Studio all'estero, progetti universitari, viaggi scolastici, ricerca scientifica). Mentre sul sito Viaggiare Sicuri, nella voce “Homepage”, è attiva la sezione chiamata “Ultim’ora”, dove sono riportati gli eventi dei vari Paesi e una ulteriore sezione dedicata alle “Info sanitarie” realizzata con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Cliccando sul Paese a cui siamo interessati, avremmo la possibilità di valutare in tempo reale la situazione, a partire dalle informazioni generali, alla sicurezza, alla situazione sanitaria e infine alla mobilità.

Non mi resta che augurarvi: Buon Viaggio!


n questi giorni c’è una notizia molto particolare che sta facendo il giro del web: I profilattici intelligenti che cambiano colore se rivelano una malattia (http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/s-t-eye-il-condom-che-cambia-colore-a-contatto-con-le-malattie-veneree_2118657-201502a.shtml). 

Il preservativo salva vita che svela le malattie sessualmente trasmissibili e mette al riparo da spiacevoli contrattempi è stata un’invenzione di un gruppo di giovani studenti inglesi della Newton Academy di Ilford, nell’Essex. I ricercatori hanno studiato un sistema ad hoc affinché il profilattico si colora non appena rileva la presenza di virus o batteri che potrebbero portare infiammazioni e infezioni di vario genere. Gli S.T.Y.E hanno la stessa forma e funzione di quelli normali, l’unico particolare è che sono fluorescenti, si illuminano anche al buio e cambiano colore quando entrano in contatto con agenti patogeni, come batteri o virus. Il progetto dei tre 14enni (Daanyaal Ali, Muaz Nawaz, Chirag Shah) della Isaac Newton Academy di Ilford, nell'Essex (Uk) è stato presentato alla manifestazione TeenTech Award nella quale hanno vinto per la migliore innovazione nel campo della salute (1.000 sterline e la possibilità di visitare Buckingham Palace per i giovani adolescenti che l’hanno messa a punto), gli studenti hanno già pensato a un set di colori ben preciso: verde per la clamidia, giallo per l’herpes, viola per il papilloma virus (HPV) e blu per la sifilide.

Leggi tutto...

Distribuzione volantini

Distribuzione materiale pubblicitario in tutti Castelli Romani con report finale....chiama il numero 339.720.39.73

Pubblicità a 360°

INFO PUBBLICITA': Stampa digitale, tipografica, siti internet, grafica pubblicitaria... e non solo... tel. 339.7203973

News in breve

Giovedì 17 dicembre, è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio, Acea Ato2 S.p.A. e i Comuni di Albano Laziale, Ariccia, Ardea, Genzano, Lanuvio e Nemi, per la messa in funzione del depuratore intercomunale, situato nel Comune di Ardea, località Montagnano.
Prima di Natale sarà effettuato un sopralluogo tecnico da parte di Acea Ato2 e Regione Lazio presso l’impianto. Dopo questa fase, sarà avviata una “gestione provvisoria”, che proseguirà per tre mesi, dopo aver allacciato presso il nuovo depuratore intercomunale le fognature comunali che attualmente afferiscono ai depuratori di Fontana di Papa e Monte Giove, in modo da arrivare alla concreta messa in esercizio dell’impianto.
Il Vice Sindaco con delega ai Lavori Pubblici, Maurizio Sementilli, ha commentato: «Quest’opera riveste un ruolo centrale per il soddisfacimento delle crescenti necessità, in termini depurativi, dei Comuni che serve».
Alle parole di Sementilli hanno fatto eco quelle del Sindaco Nicola Marini: «Siamo giunti alla conclusione positiva di un iter amministrativo lungo, iniziato nel lontano 2006. Non si poteva più attendere. Il depuratore dei Castelli è un’infrastruttura pubblica fondamentale nell’ottica di un efficientamento complessivo dei servizi idrici e fognari di cui i cittadini quotidianamente usufruiscono».
Marini ha infine concluso: «Ringrazio la Regione Lazio e tutte le altre parti in causa per aver permesso il raggiungimento di questo grande obiettivo, importante soprattutto per i cittadini. Un ringraziamento particolare va all’Amministrazione di Ardea che ospita questo nuovo depuratore intercomunale».

il nostro territorio....

Castelli Romani: quali sono le priorità?
 

Utenti Online

 88 visitatori online

Idea Pubblicità

Scopri nell'area servizi le nostre promozioni su biglietti da visita e volantini!!!

Registrati

Ricevi le news aggiornate e le promozioni dei nostri Partners 

Iscriviti alla newsletter

www.infopubblicita.com

Agenzia pubblicitaria dei castelli Romani Stampa tipografica e digitale, grafica, cartellonistica e siti web....