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L'editoriale mensile del nostro giornale si occuperà dei vari aspetti della vita politica, sociale ed economica del nostro paese mantenendo particolare attenzione alla zona dei Castelli Romani. Tratteremo a 360° i temi più interessanti in modo da approfondire le notizie e le novità del mese. L'editoriale, redatto dal direttore Fulvia Di Iulio, sarà una finestra interessante sul mondo che ci circonda e sui temi a noi più cari.

Cdm approva il Codice Rosso,
una corsia preferenziale per le denunce
di violenza sulle donne

Cdm approva il Codice Rosso, una corsia preferenziale per le denunce di violenza sulle donne

Questo mese voglio parlarvi di un grande traguardo per tutte le donne vittime di violenza: il ddl Codice Rosso (Ansa). La violenza sulle donne è ancora una piaga sociale da annientare, nei primi nove mesi del 2018 sono avvenuti 32 femminicidi. È così che nasce il Codice Rosso, una corsia preferenziale per le denunce e le indagini più rapide sui casi di violenza alle donne. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Codice Rosso, il Ddl firmato dai ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. Tutte le denunce effettuate per maltrattamenti, violenze sessuali, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza, saranno portate direttamente al pubblico ministero, la donna sarà poi sentito entro tre giorni. Durante la riunione del governo a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte e i ministri hanno indossato un nastrino rosso, come simbolo di vicinanza alle donne vittime di violenza. "Per noi contrastare la violenza domestica e di genere è un'azione che va qualificata con codice rosso", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine del Cdm. Il Disegno di Legge “Codice Rosso” prevede che siano rispettati i tempi in termini di risoluzione veloce dei casi denunciati: "anche le fasi successive avranno tempi immediati. La polizia dovrà procedere senza ritardo e allo stesso mondo sempre senza ritardo dovrà dare riscontri al magistrato", ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e ancora "la semplicità di questa legge è anche la forza di questa legge". Il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno ha commentato: "Ci sono donne che sono morte in attesa di giudizio dopo aver presentato la denuncia". Inoltre il ddl Codice Rosso contiene anche altre misure come l'obbligo per le forze di polizia di seguire corsi di formazione ad hoc. Di seguito si riportano i punti saliente del ddl Codice Rosso.

DENUNCE TRASMESSE SUBITO AL PM: Sparisce, con una modifica dell'articolo 347 del codice di procedura penale, ogni discrezionalità da parte della polizia giudiziaria che, una volta ricevuta una denuncia da parte di una donna su maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate subiti e commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, dovrà inviarla subito al magistrato senza valutare se sussistono ragioni di urgenza. La ragione di questa velocizzazione è impedire che la situazione deteriori ulteriormente e adottare il prima possibile eventuali provvedimenti "protettivi o di non avvicinamento".

PM DEVE SENTIRE VITTIMA ENTRO TRE GIORNI: L'obbligo per il magistrato scatta dall'avvio del procedimento per tutti i casi di violenza domestica e di genere. Una deroga è possibile solo se ricorrono "imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della vittima". Con la modifica dell'articolo 362 del codice di procedura penale si vuole dare al pubblico ministero la possibilità di valutare subito l'eventuale sussistenza delle esigenze cautelari a carico dell'aggressore.

POLIZIA GIUDIZIARIA DEVE DARE PRIORITA’ A INDAGINI: Con un'integrazione dell'art. 370 c.p.p., si obbliga la polizia giudiziaria a dare priorità allo svolgimento delle indagini delegate dal pubblico ministero (senza alcuna possibilità di valutare l'esistenza dell'urgenza) quando si tratti di reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, commessi in ambito familiare o di semplice convivenza. E l'esito dell'indagine va trasmesso in modo tempestivo al pubblico ministero.

CORSI DI FORMAZIONE PER FORZE POLIZIA: Il disegno di legge introduce l'obbligo di formazione (a partire dall'anno successivo all'entrata in vigore della legge) per la polizia di Stato, Arma dei carabinieri e polizia Penitenziaria, attraverso la frequenza di corsi presso specifici istituti, così da fornire al personale coinvolto in procedimenti in materia di violenza domestica e di genere, le competenze specialistiche necessarie a fronteggiare questa tipologia di reati, sia in termini di prevenzione che di repressione degli stessi, nonché per una più adeguata interlocuzione con le vittime.

Ora, ci aspettiamo che questo ddl “Codice Rosso” sia esteso ad altri tipi di violenze come quelle verso gli uomini e gli animali che subiscono lo stesso trattamento. Se volete parlare della vs esperienza, scrivete alla rubrica “lettere al direttore” come testimonianza della vs vicenda.

Dott.ssa Fulvia Di Iulio

“Conti correnti dormienti”

I conti bancari dormienti sono tutti quei rapporti bancari che prevedono un importo maggiore di 100 euro e sui quali non è avvenuta alcuna movimentazione in un arco temporale di 10 anni. Tutti i conti che prevedono un deposito di denaro possono divenire dormienti: dal libretto di risparmio, al conto corrente sia bancario che postale, dalle obbligazioni ai titoli di Stato, sino alle azioni. denaro e titoli non movimentati da vent'anni passano allo Stato. Conti in rosso o non movimentati, decesso, incapacità o fallimento del correntista autorizzano la banca a chiudere il conto. Tali risorse dovrebbero finire in un fondo ad hoc “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie”, tuttavia sembra che dal 2007 a oggi, sono finite nelle casse dello Stato per un ammontare di oltre 2 miliardi. Le banche non avvertono eredi o beneficiari dei conti dormienti. L'unica possibilità per chi pensa possano esistere conti intestati propri o a familiari è verificare la banca dati Consap. "A oggi - conferma un istituto di credito - non viene inviata una comunicazione agli eredi in caso di decesso del titolare in quanto la norma richiede esclusivamente l'invio della raccomandata al titolare del rapporto". perché "in caso di decesso, la Banca potrebbe non conoscere l'identità degli eredi". Chi ha dimenticato soldi o titoli nelle casse della banca o della posta oppure da molti anni non li usa più perderà il diritto di disporne. Il Fondo Conti dormienti è stato istituito da dieci anni, in sostanza si tratta di soldi o di titoli non utilizzati da 20 anni. Il contratto di conto corrente bancario, detto anche di corrispondenza, rappresenta certamente il tipo di contratto bancario più diffuso e conosciuto dai clienti. È inoltre uno strumento estremamente duttile che permette oltre all’accredito di stipendio/pensione e all’uso della carta di addebito bancomat, l’aggiunta di tutta una serie di servizi accessori ugualmente utili: fido, home banking, domiciliazione delle utenze, ecc. La varietà dei servizi offerti ha quindi riscontrato l’interesse di molti trasformandolo, per tutti, in una vera e propria necessità. Costituendo una realtà imprescindibile occorre  quindi conoscere le modalità di un uso consono che mettano al riparo dal rischio di una chiusura d’ufficio. Il contratto di conto corrente bancario può infatti essere chiuso dall’istituto di credito. Il correntista comune sa di poter sempre recedere dal rapporto con la propria banca per aprire un altro conto con un’altra banca magari a costi più contenuti. Dall’altro canto pari diritto di recesso è riconosciuto anche all’altra parte del rapporto. La disciplina relativa è contenuta nel codice civile e nel contratto stipulato tra le parti. In particolare la legge distingue il modo in cui può essere esercitato il diritto di recesso nei contratti che prevedono un apertura del credito. È questo il tipo di contratto in cui la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro senza limiti di tempo o solo per un dato periodo. Nei contratti a tempo indeterminato (privi di termine, sono la gran parte), la banca può recedere dal rapporto in essere previa comunicazione al correntista entro il termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro quindici giorni. In linea generale nei contratti a tempo determinato o a termine, la banca non può recedere dal rapporto in essere prima della sua naturale scadenza, salvo patto contrario e laddove ricorra una giusta causa. Costituisce una giusta causa per la banca ad esempio l’assenza di fondi sufficienti per far fronte agli ordini di pagamento ricevuti. Sebbene tali ipotesi sia scarsamente utilizzata. La banca infatti continua a maturare gli interessi passivi sulle somme dovute nonché le varie commissioni e spese di tenuta conto. Ecco perché l’intestatario di un conto corrente che presenta passività cui non è in grado di provvedere, potrà richiedere lui stesso il recesso al fine di limitare, per quanto possibile, la sua esposizione debitoria nei confronti della banca. A tale forma di recesso del cliente non possono addebitarsi né penali né spese di chiusura. Le banche inoltre da qualche anno devono chiudere i conti cosiddetti “dormienti”. Sono questi quei conti per i quali il correntista non ha compiuto per lungo tempo alcuna delle operazioni proprie del contratto o quelli mai reclamati dagli eredi del titolare deceduto. Altre ipotesi di scioglimento del rapporto e contestuale chiusura del conto sono:
la scadenza del termine nei contratti a tempo determinato;
la morte dell’intestatario;
la sopravvenuta incapacità del correntista;
Il fallimento dell’imprenditore.
Il titolare di conto corrente bancario che non può proseguire l’attività di impresa ed è soggetto alla disciplina del fallimento, vede cessare il proprio rapporto con la banca non appena dichiarato fallito.
Note: Artt. 1845 e 1855 cod. civ.; Art. 118, Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario); art 10, comma 2, decreto legge n. 223/2006 convertito in Legge n. 248/2006; Art. 1, comma 345, Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006); d.P.R. n. 116/2007; art. 4  D.L. n. 190/2008.
Da oggi è possibile consultare on -line i conti correnti dormienti. Si trova on-line l’elenco dei conti correnti dormienti superiori a 100 euro- si legge nella nota diffusa dall’ADICO – sul sito del ministero dell’Economia (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/). Si tratta di quei conti sui quali non si registra nessuna operazione in banca o alla Posta da almeno 10 anni consecutivamente – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – alle quali il Governo ha istituito un fondo per le vittime dei crack, per funzioni di utilità sociale e per la stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Il motore di ricerca predisposto dal Ministero ha raccolto tutti i dati dei depositi la cui dormienza si sia verificata tra il 17 agosto 2007 e il 31 dicembre 2009. Si tratta, in particolare, di un totale di 101.462 rapporti, per un importo complessivo di 89.878.470,91 milioni di euro. Ma se non c’è nulla da fare per i malcapitati assicurati che non hanno riscosso la polizza entro 24 mesi (i capitali confluiti nel Fondo non potranno infatti essere riottenuti), secondo la normativa in vigore, i depositi di denaro, i preziosi, i libretti di risparmio, gli assegni circolari mai rimborsati, i titoli azionari o obbligazionari appartenenti a persone decedute o scomparse che non risultano più movimentati possono essere richiesti fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti all’intermediario finanziario. Successivamente gli interessati potranno richiedere la restituzione delle relative somme direttamente al ministero dell’Economia. Da oggi, ricordano gli esperti dell’ADICO, il ministero dell’Economia da’ la sveglia a chi deve chiedere il rimborso di somme affluite nel “Fondo rapporti dormienti” mettendo a disposizione un call center. Non si tratta, tuttavia, di un numero verde, ma di un fisso 06.85796444, attivo nei giorni feriali dal lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9,00 alle 17,00 e il venerdi’ dalle ore 9,00 alle ore 13.00, che fa capo alla Consap S.p.a., una societa’ interamente partecipata dal Ministero dell’Economia alla quale è stata affidata la gestione delle richieste di rimborso. In particolare, Consap fornira’ assistenza a chi ha gia’ inviato le domande di rimborso al Ministero e a coloro che, consultando gli elenchi pubblicati sul sito www.tesoro.it o ricevendo direttamente informazioni dagli intermediari, risultino tra i titolari o gli aventi diritto di rapporti confluiti al citato Fondo.
(https://www.facile.it/conti/guida/conti-correnti-dormienti-cosa-sono-e-come-recuperarli.html ; https://www.laleggepertutti.it/176721_quando-la-banca-chiude-il-conto )
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

I conti bancari dormienti sono tutti quei rapporti bancari che prevedono un importo maggiore di 100 euro e sui quali non è avvenuta alcuna movimentazione in un arco temporale di 10 anni. Tutti i conti che prevedono un deposito di denaro possono divenire dormienti: dal libretto di risparmio, al conto corrente sia bancario che postale, dalle obbligazioni ai titoli di Stato, sino alle azioni. denaro e titoli non movimentati da vent'anni passano allo Stato. Conti in rosso o non movimentati, decesso, incapacità o fallimento del correntista autorizzano la banca a chiudere il conto. Tali risorse dovrebbero finire in un fondo ad hoc “per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie”, tuttavia sembra che dal 2007 a oggi, sono finite nelle casse dello Stato per un ammontare di oltre 2 miliardi. Le banche non avvertono eredi o beneficiari dei conti dormienti. L'unica possibilità per chi pensa possano esistere conti intestati propri o a familiari è verificare la banca dati Consap. "A oggi - conferma un istituto di credito - non viene inviata una comunicazione agli eredi in caso di decesso del titolare in quanto la norma richiede esclusivamente l'invio della raccomandata al titolare del rapporto". perché "in caso di decesso, la Banca potrebbe non conoscere l'identità degli eredi". Chi ha dimenticato soldi o titoli nelle casse della banca o della posta oppure da molti anni non li usa più perderà il diritto di disporne. Il Fondo Conti dormienti è stato istituito da dieci anni, in sostanza si tratta di soldi o di titoli non utilizzati da 20 anni. Il contratto di conto corrente bancario, detto anche di corrispondenza, rappresenta certamente il tipo di contratto bancario più diffuso e conosciuto dai clienti. È inoltre uno strumento estremamente duttile che permette oltre all’accredito di stipendio/pensione e all’uso della carta di addebito bancomat, l’aggiunta di tutta una serie di servizi accessori ugualmente utili: fido, home banking, domiciliazione delle utenze, ecc. La varietà dei servizi offerti ha quindi riscontrato l’interesse di molti trasformandolo, per tutti, in una vera e propria necessità. Costituendo una realtà imprescindibile occorre  quindi conoscere le modalità di un uso consono che mettano al riparo dal rischio di una chiusura d’ufficio. Il contratto di conto corrente bancario può infatti essere chiuso dall’istituto di credito. Il correntista comune sa di poter sempre recedere dal rapporto con la propria banca per aprire un altro conto con un’altra banca magari a costi più contenuti. Dall’altro canto pari diritto di recesso è riconosciuto anche all’altra parte del rapporto. La disciplina relativa è contenuta nel codice civile e nel contratto stipulato tra le parti. In particolare la legge distingue il modo in cui può essere esercitato il diritto di recesso nei contratti che prevedono un apertura del credito. È questo il tipo di contratto in cui la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro senza limiti di tempo o solo per un dato periodo. Nei contratti a tempo indeterminato (privi di termine, sono la gran parte), la banca può recedere dal rapporto in essere previa comunicazione al correntista entro il termine stabilito dagli usi o, in mancanza, entro quindici giorni. In linea generale nei contratti a tempo determinato o a termine, la banca non può recedere dal rapporto in essere prima della sua naturale scadenza, salvo patto contrario e laddove ricorra una giusta causa. Costituisce una giusta causa per la banca ad esempio l’assenza di fondi sufficienti per far fronte agli ordini di pagamento ricevuti. Sebbene tali ipotesi sia scarsamente utilizzata. La banca infatti continua a maturare gli interessi passivi sulle somme dovute nonché le varie commissioni e spese di tenuta conto. Ecco perché l’intestatario di un conto corrente che presenta passività cui non è in grado di provvedere, potrà richiedere lui stesso il recesso al fine di limitare, per quanto possibile, la sua esposizione debitoria nei confronti della banca. A tale forma di recesso del cliente non possono addebitarsi né penali né spese di chiusura. Le banche inoltre da qualche anno devono chiudere i conti cosiddetti “dormienti”. Sono questi quei conti per i quali il correntista non ha compiuto per lungo tempo alcuna delle operazioni proprie del contratto o quelli mai reclamati dagli eredi del titolare deceduto. Altre ipotesi di scioglimento del rapporto e contestuale chiusura del conto sono:

la scadenza del termine nei contratti a tempo determinato;

la morte dell’intestatario;

la sopravvenuta incapacità del correntista;

Il fallimento dell’imprenditore. 

Il titolare di conto corrente bancario che non può proseguire l’attività di impresa ed è soggetto alla disciplina del fallimento, vede cessare il proprio rapporto con la banca non appena dichiarato fallito.

Note: Artt. 1845 e 1855 cod. civ.; Art. 118, Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico bancario); art 10, comma 2, decreto legge n. 223/2006 convertito in Legge n. 248/2006; Art. 1, comma 345, Legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006); d.P.R. n. 116/2007; art. 4  D.L. n. 190/2008.

Da oggi è possibile consultare on -line i conti correnti dormienti. Si trova on-line l’elenco dei conti correnti dormienti superiori a 100 euro- si legge nella nota diffusa dall’ADICO – sul sito del ministero dell’Economia (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/). Si tratta di quei conti sui quali non si registra nessuna operazione in banca o alla Posta da almeno 10 anni consecutivamente – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – alle quali il Governo ha istituito un fondo per le vittime dei crack, per funzioni di utilità sociale e per la stabilizzazione dei precari nella Pubblica Amministrazione. Il motore di ricerca predisposto dal Ministero ha raccolto tutti i dati dei depositi la cui dormienza si sia verificata tra il 17 agosto 2007 e il 31 dicembre 2009. Si tratta, in particolare, di un totale di 101.462 rapporti, per un importo complessivo di 89.878.470,91 milioni di euro. Ma se non c’è nulla da fare per i malcapitati assicurati che non hanno riscosso la polizza entro 24 mesi (i capitali confluiti nel Fondo non potranno infatti essere riottenuti), secondo la normativa in vigore, i depositi di denaro, i preziosi, i libretti di risparmio, gli assegni circolari mai rimborsati, i titoli azionari o obbligazionari appartenenti a persone decedute o scomparse che non risultano più movimentati possono essere richiesti fino alla data di effettuazione del versamento al Fondo depositi dormienti all’intermediario finanziario. Successivamente gli interessati potranno richiedere la restituzione delle relative somme direttamente al ministero dell’Economia. Da oggi, ricordano gli esperti dell’ADICO, il ministero dell’Economia da’ la sveglia a chi deve chiedere il rimborso di somme affluite nel “Fondo rapporti dormienti” mettendo a disposizione un call center. Non si tratta, tuttavia, di un numero verde, ma di un fisso 06.85796444, attivo nei giorni feriali dal lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9,00 alle 17,00 e il venerdi’ dalle ore 9,00 alle ore 13.00, che fa capo alla Consap S.p.a., una societa’ interamente partecipata dal Ministero dell’Economia alla quale è stata affidata la gestione delle richieste di rimborso. In particolare, Consap fornira’ assistenza a chi ha gia’ inviato le domande di rimborso al Ministero e a coloro che, consultando gli elenchi pubblicati sul sito www.tesoro.it o ricevendo direttamente informazioni dagli intermediari, risultino tra i titolari o gli aventi diritto di rapporti confluiti al citato Fondo.

(https://www.facile.it/conti/guida/conti-correnti-dormienti-cosa-sono-e-come-recuperarli.html ; https://www.laleggepertutti.it/176721_quando-la-banca-chiude-il-conto )


Dott.ssa Fulvia Di Iulio

Viaggiare Sicuri

La cosa più importante quando si organizza un viaggio è sapersi al sicuro da qualsiasi evento o imprevisto. Certo è impossibile prevedere prima del tempo come sarà un viaggio, quello lo lasciamo nelle mani di altri fenomeni, ad esempio dell’astrologia, ma sicuramente abbiamo la possibilità di viaggiare sicuri. Come? Semplicemente segnalando la propria presenza all’estero sul sito di www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it , lo riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri (http://www.esteri.it ) con la Cooperazione Internazionale Viaggiare Sicuri e Dove Siamo nel Mondo in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia (ACI). Il testimonial della campagna è Alberto Angela, il famoso giornalista e conduttore nonché figlio del noto Piero Angela. La Farnesina stessa consiglia ai futuri viaggiatori di compiere un’attenta consultazione all’interno dei siti per poi prendere la giusta decisione a fronte di un viaggio consapevole e responsabile. Tali siti, infine, sono molto importanti non solo per segnalare la propria presenza all’estero ma svolgono anche la funzione di trovare varie informazioni sui luoghi che si intendono visitare e sugli eventuali rischi sulla sicurezza. Quindi, sul sito di Dove Siamo Nel Mondo, la Farnesina ci consiglia di “registrarci” - nella sezione Turismo nella pagina della Homepage - prima di partire e di riportare i dati necessari per essere rintracciati e ricevere informazioni utili in caso di emergenza ma anche per coloro che risiedono all'estero, inoltre si può consultare il sito per avere informazioni su: Lavoro (Servizio dedicato alle aziende ed a coloro che viaggiano per motivi professionali), Operatori umanitari e di cooperazione (Servizio dedicato alle organizzazioni e agli operatori umanitari e di cooperazione), Media (Servizio dedicato agli operatori dei Media), Sport (Servizio dedicato ad atleti, delegazioni, staff tecnici impegnati in eventi sportivi all'estero) e infine Scuola - Università ricerca (Studio all'estero, progetti universitari, viaggi scolastici, ricerca scientifica). Mentre sul sito Viaggiare Sicuri, nella voce “Homepage”, è attiva la sezione chiamata “Ultim’ora”, dove sono riportati gli eventi dei vari Paesi e una ulteriore sezione dedicata alle “Info sanitarie” realizzata con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Cliccando sul Paese a cui siamo interessati, avremmo la possibilità di valutare in tempo reale la situazione, a partire dalle informazioni generali, alla sicurezza, alla situazione sanitaria e infine alla mobilità.
Non mi resta che augurarvi: Buon Viaggio!

La cosa più importante quando si organizza un viaggio è sapersi al sicuro da qualsiasi evento o imprevisto. Certo è impossibile prevedere prima del tempo come sarà un viaggio, quello lo lasciamo nelle mani di altri fenomeni, ad esempio dell’astrologia, ma sicuramente abbiamo la possibilità di viaggiare sicuri. Come? Semplicemente segnalando la propria presenza all’estero sul sito di www.viaggiaresicuri.it e www.dovesiamonelmondo.it , lo riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri (http://www.esteri.it ) con la Cooperazione Internazionale Viaggiare Sicuri e Dove Siamo nel Mondo in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia (ACI). Il testimonial della campagna è Alberto Angela, il famoso giornalista e conduttore nonché figlio del noto Piero Angela. La Farnesina stessa consiglia ai futuri viaggiatori di compiere un’attenta consultazione all’interno dei siti per poi prendere la giusta decisione a fronte di un viaggio consapevole e responsabile. Tali siti, infine, sono molto importanti non solo per segnalare la propria presenza all’estero ma svolgono anche la funzione di trovare varie informazioni sui luoghi che si intendono visitare e sugli eventuali rischi sulla sicurezza. Quindi, sul sito di Dove Siamo Nel Mondo, la Farnesina ci consiglia di “registrarci” - nella sezione Turismo nella pagina della Homepage - prima di partire e di riportare i dati necessari per essere rintracciati e ricevere informazioni utili in caso di emergenza ma anche per coloro che risiedono all'estero, inoltre si può consultare il sito per avere informazioni su: Lavoro (Servizio dedicato alle aziende ed a coloro che viaggiano per motivi professionali), Operatori umanitari e di cooperazione (Servizio dedicato alle organizzazioni e agli operatori umanitari e di cooperazione), Media (Servizio dedicato agli operatori dei Media), Sport (Servizio dedicato ad atleti, delegazioni, staff tecnici impegnati in eventi sportivi all'estero) e infine Scuola - Università ricerca (Studio all'estero, progetti universitari, viaggi scolastici, ricerca scientifica). Mentre sul sito Viaggiare Sicuri, nella voce “Homepage”, è attiva la sezione chiamata “Ultim’ora”, dove sono riportati gli eventi dei vari Paesi e una ulteriore sezione dedicata alle “Info sanitarie” realizzata con l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Cliccando sul Paese a cui siamo interessati, avremmo la possibilità di valutare in tempo reale la situazione, a partire dalle informazioni generali, alla sicurezza, alla situazione sanitaria e infine alla mobilità.

Non mi resta che augurarvi: Buon Viaggio!


n questi giorni c’è una notizia molto particolare che sta facendo il giro del web: I profilattici intelligenti che cambiano colore se rivelano una malattia (http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/s-t-eye-il-condom-che-cambia-colore-a-contatto-con-le-malattie-veneree_2118657-201502a.shtml). 

Il preservativo salva vita che svela le malattie sessualmente trasmissibili e mette al riparo da spiacevoli contrattempi è stata un’invenzione di un gruppo di giovani studenti inglesi della Newton Academy di Ilford, nell’Essex. I ricercatori hanno studiato un sistema ad hoc affinché il profilattico si colora non appena rileva la presenza di virus o batteri che potrebbero portare infiammazioni e infezioni di vario genere. Gli S.T.Y.E hanno la stessa forma e funzione di quelli normali, l’unico particolare è che sono fluorescenti, si illuminano anche al buio e cambiano colore quando entrano in contatto con agenti patogeni, come batteri o virus. Il progetto dei tre 14enni (Daanyaal Ali, Muaz Nawaz, Chirag Shah) della Isaac Newton Academy di Ilford, nell'Essex (Uk) è stato presentato alla manifestazione TeenTech Award nella quale hanno vinto per la migliore innovazione nel campo della salute (1.000 sterline e la possibilità di visitare Buckingham Palace per i giovani adolescenti che l’hanno messa a punto), gli studenti hanno già pensato a un set di colori ben preciso: verde per la clamidia, giallo per l’herpes, viola per il papilloma virus (HPV) e blu per la sifilide.

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Nel vocabolario della lingua italiana Treccani, il termine crudeltà (dal lat. crudel?tas –atis) è sinonimo di: L’essere crudele, spietata durezza di cuore: uomo d’inaudita c.; agire con c.; tormenti inflitti con raffinata c.; la c. della donna amata; in c. son pari I suoi ministri a te (Alfieri); alta, inumana C. spiran tuoi tiranni detti! (Foscolo). Anche di cosa, in quanto procuri sofferenze: la c. del destino; c. di un castigo, di una condanna. Con accezione partic., c. mentale, forma di crudeltà che si esplica non mediante atti di violenza fisica ma con atti e comportamenti che deprimono, mortificano, esasperano psichicamente chi ne è l’oggetto; l’espressione è specificamente usata con riferimento ai rapporti fra coniugi e all’ordinamento giuridico della maggior parte degli Stati Uniti d’America, dove la crudeltà mentale è una delle cause per cui può essere chiesto e ottenuto il divorzio. Atto crudele: è una vera c. trattarlo così; commettere delle crudeltà. Come sinonimo: crudeltà s. f. - 1. a. [l'essere privo di compassione: c. d'animo] ? ferocia, malvagità, perfidia, spietateèzza, (lett.) tristizia. ? brutalità, disumanità, inumanità, perversione, scelleratezza. ? cattiveria. b. (estens.) [azione molto cattiva: questa è proprio una c.] ? canagliata, infamia, mascalzonata. ? infamia, scelleratezza. ? cattiveria, malefatta. 2. [carattere di ciò che è compiuto con particolare cattiveria: la c. di un omicidio] ? barbarie, efferatezza, ferocia, spietatezza. ? atrocità, mostruosità.
Perché questa introduzione? Semplicemente perché mi riferisco a un evento particolarmente orribile: il caso Parolisi di Melania Rea. La decisione della Corte d’Appello di Perugia ha ridotto di 10 anni la pena a Salvatore Parolisi. "35 coltellate non sono crudeltà?" ha dichiarato la madre di Melania e ancora - Vorrei fare una domanda ai giudici di Perugia. Una sola: che cosa è la crudeltà? Per me anche soltanto uno schiaffo è un gesto crudele. Trentacinque coltellate invece a quanto pare non lo sono. Salvatore ha ucciso mia figlia, l'ha macellata con un coltello ma non è crudele. E che doveva fare perché lo si considerasse l'assassino spietato che è? Tagliarla a pezzettini? Non credo che sia stata fatta davvero giustizia per la morte di mia figlia".
La voce di Vittoria, 60 anni, la madre di Melania Rea, è pacata ma le sue parole rivelano la rabbia e il dolore profondo per la decisione della Corte di appello di Perugia di ridurre di dieci anni la condanna di Salvatore Parolisi che nell'aprile del 2011 uccise sua figlia (ansa). Ricostruiamo i fatti.  La mattina del 18 aprile del 2011, la famiglia sarebbe effettivamente andata a Colle San Marco ma, poi, si sarebbe spostata a Ripe. E questo sarebbe accaduto perché “Melania, non gradendo la scarsa igiene delle altalene dei piccoli e trovando il gioco sull'altalena dei grandi pericoloso per la figlia, ha proposto di lasciare il pianoro e di andare al chiosco della pineta”. Qui, secondo la ricostruzione del giudice, sarebbero arrivati intorno alle 15 e l’omicidio si sarebbe consumato in pochi attimi. Melania e Salvatore sarebbero scesi dall’auto e avrebbero fatto qualche passo all’interno della pineta. Melania avrebbe cercato un angolo appartato per fare pipì e si sarebbe spostata dietro il chiosco. La vista della moglie seminuda, a poca distanza, avrebbe eccitato il caporalmaggiore, il quale si sarebbe avvicinato e l’avrebbe baciata. Melania però avrebbe rifiutato l’approccio e forse avrebbe anche rimproverato il marito. Quest’ennesima umiliazione (disse Parolisi) ha fatto scatenare nell’uomo una violenta reazione. Colpisce Melania con coltello a serramanico, vani i tentativi della donna nel difendersi con i pantaloni ancora abbassati e cadde per terra. Salvatore coglie l’attimo e continua a colpirla con altre violente coltellate. La relazione con Ludovica, lamante di Parolisi, non poteva essere il movente dell'omicidio perché lui non l’amava e non avrebbe mai lasciato sua moglie, riferisce il gup Marina Tommolini. Secondo il magistrato, sono state le stesse bugie dette dal caporal maggiore a incastrarlo. Cercando di allontanare da sé i sospetti, Salvatore avrebbe fornito una serie di falsità “che, inconsapevolmente, se valutate unitamente a tutti gli altri elementi raccolti, hanno costituito una sorta di confessione”. "Nella sua deposizione Parolisi ha ribadito la sua innocenza. Riguardo a Melania, ha detto che le voleva bene, anche se la tradiva". Lo ha riferito Michele Rea, fratello di Melania, uscendo dall'aula del Tribunale de L'Aquila dove è in corso la seconda udienza del processo d'Appello a Salvatore Parolisi. L'ex caporalmaggiore è stato condannato in primo grado per l'omicidio della moglie. Tuttavia, sono ancora molti gli interrogativi rispetto alla ricostruzione dei fatti, sono state fatte diverse ipotesi sul caso soprattutto ancora non si conosce il volto della persona che fece la chiamata anonima per avvertire del ritrovamento del corpo di Melania Rea.

Nel vocabolario della lingua italiana Treccani, il termine crudeltà (dal lat. crudel?tas –atis) è sinonimo di: L’essere crudele, spietata durezza di cuore: uomo d’inaudita c.; agire con c.; tormenti inflitti con raffinata c.; la c. della donna amata; in c. son pari I suoi ministri a te (Alfieri); alta, inumana C. spiran tuoi tiranni detti! (Foscolo). Anche di cosa, in quanto procuri sofferenze: la c. del destino; c. di un castigo, di una condanna. Con accezione partic., c. mentale, forma di crudeltà che si esplica non mediante atti di violenza fisica ma con atti e comportamenti che deprimono, mortificano, esasperano psichicamente chi ne è l’oggetto; l’espressione è specificamente usata con riferimento ai rapporti fra coniugi e all’ordinamento giuridico della maggior parte degli Stati Uniti d’America, dove la crudeltà mentale è una delle cause per cui può essere chiesto e ottenuto il divorzio. Atto crudele: è una vera c. trattarlo così; commettere delle crudeltà. Come sinonimo: crudeltà s. f. - 1. a. [l'essere privo di compassione: c. d'animo] ? ferocia, malvagità, perfidia, spietateèzza, (lett.) tristizia. ? brutalità, disumanità, inumanità, perversione, scelleratezza. ? cattiveria. b. (estens.) [azione molto cattiva: questa è proprio una c.] ? canagliata, infamia, mascalzonata. ? infamia, scelleratezza. ? cattiveria, malefatta. 2. [carattere di ciò che è compiuto con particolare cattiveria: la c. di un omicidio] ? barbarie, efferatezza, ferocia, spietatezza. ? atrocità, mostruosità.

Perché questa introduzione? Semplicemente perché mi riferisco a un evento particolarmente orribile: il caso Parolisi di Melania Rea. La decisione della Corte d’Appello di Perugia ha ridotto di 10 anni la pena a Salvatore Parolisi. "35 coltellate non sono crudeltà?" ha dichiarato la madre di Melania e ancora - Vorrei fare una domanda ai giudici di Perugia. Una sola: che cosa è la crudeltà? Per me anche soltanto uno schiaffo è un gesto crudele. Trentacinque coltellate invece a quanto pare non lo sono. Salvatore ha ucciso mia figlia, l'ha macellata con un coltello ma non è crudele. E che doveva fare perché lo si considerasse l'assassino spietato che è? Tagliarla a pezzettini? Non credo che sia stata fatta davvero giustizia per la morte di mia figlia".

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News in breve

’Arpa Lazio, in seguito all’incendio verificatori ieri, giovedì 30 maggio, presso la discarica di Roncigliano, ha reso noti i dati relativi alle misurazioni della qualità dell’aria rilevati dalle centraline poste nella zona dell’impianto facenti parte della rete di monitoraggio regionale. Di seguito quanto contenuto nella nota Arpa. “Al fine di valutare eventuale effetti sulla qualità dell’incendio occorso nella serata del 30.06.2016 presso il complesso impiantistico della società Pontina Ambiente sita in località Cecchina nel Comune di Albano Laziale, il giorno 01.07.2016 è stato posizionato un campionatore per polvero PM10 presso il plesso scolastico distaccato Cancelliera sito in via delle Pesche n. 7. Il campionamento si protrarrà per almeno cinque giorni e i campioni prelevati verranno analizzati presso i laboratori di Arpa Lazio per la determinazione delle concentrazioni in aria ambiente di PM10, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. I dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati. Al fine di trarre indicazioni preliminari, sono stati elaborati i dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, analizzando in particolare i dati orari delle stazioni di Ciampino, Cinecittà e Fermi che potrebbero essere state maggiormente interessate dall’incendio. Sono stati brevemente analizzati anche i dati della centralina fissa di Aprilia. Sono stati analizzati i valori medi giornalieri di PM10 e i valori medi orari di biossidi di azoto (NO2), ossido carbonico (CO) e composti organici volatili (COV) relativi al periodo dalle ore 0,00 del 28 giugno alle 12.00 del 01.07.2016. L’orario di riferimento è l’ora solare. I dati relativi al PM10 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimasti al di sotto del limite di legge di 50 mg/m3  sia nei giorni precedenti che nel giorno interessato dall’incendio. Non si nota alcun aumento della concentrazione il 30.06.2016.
Le concentrazioni medie orarie di biossido di azoto NO2 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimaste sempre al di sotto del limite di legge di 200 mg/m3. La centralina di Ciampino, la più vicina alla discarica, nelle ore dell’incendio e durante quelle successive non ha evidenziato aumenti significativi. Per quanto riguarda le stazioni Fermi e Cinecittà, il 30.06.2016 si notano valori superiori a quelli misurati nei giorni precedenti alla stessa ora a partire rispettivamente dalle 20 e dalle 22. Non sembrerebbe possibile ragionevolmente attribuire all’incendio tali incrementi, considerando che la stazione di Ciampino, situata tra il punto di emissione e Roma, non ha rilevato aumenti analoghi nel medesimo periodo temporale, inoltre le sorgenti emissive nell’urbe sono molto numerose. I dati non evidenziano alcun incremento del COV nelle stazioni di Ciampino e Fermi a seguito dell’incendio. I dati del 30 sono del tutto analoghi a quelli registrati nei giorni immediatamente precedenti. La concentrazione media di benzene, l’unico COV per il quale è previsto un limite di legge calcolato come media annuale pari a 5 mh/m3, è rimasta nettamente al di sotto di questo valore. Le concentrazioni di CO rilevate presso la stazione Fermi non evidenziano aumenti nelle ore successive all’incendio. Il limite di legge per questo inquinante è pari 10 mg/m3 calcolato come media massima su otto ore. I valori misurati sono notevolmente inferiori rispetto al limite. Tutte le concentrazioni rilevate nelle centraline di monitoraggio più vicine all’area dell’incendio non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti dalla normativa vigente. Le stazioni di misura della rete regionale non hanno registrato aumenti delle concentrazioni degli inquinanti attribuibili all’incendio del 30/6/2016. L’unico aumento successivo all’incendio riguarda il biossido di azoto nelle stazioni Fermi e Cinecittà. Occorre però tener presente che l’assenza dello stesso aumento presso la centralina di Ciampino e la presenza di numerose fonti emissive su Roma rendono azzardato attribuire tale incremento all’incendio di Cecchina. Anche la centralina di Aprilia, non evidenzia dati anomali, sembra quindi da escludere un’influenza significativa sulla qualità dell’aria anche in direzione Sud. In data 01.07.2016 un campionatore per polveri PM10 è stato istallato in prossimità del luogo dell’incendio e i dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati”.
Chiunque volesse consultare i dati, sono integralmente disponibili sul sito del Comune al seguente link:http://www.comune.albanolaziale.rm.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1818
Luca Priori

Arpa Lazio, in seguito all’incendio verificatori ieri, giovedì 30 maggio, presso la discarica di Roncigliano, ha reso noti i dati relativi alle misurazioni della qualità dell’aria rilevati dalle centraline poste nella zona dell’impianto facenti parte della rete di monitoraggio regionale. Di seguito quanto contenuto nella nota Arpa. “Al fine di valutare eventuale effetti sulla qualità dell’incendio occorso nella serata del 30.06.2016 presso il complesso impiantistico della società Pontina Ambiente sita in località Cecchina nel Comune di Albano Laziale, il giorno 01.07.2016 è stato posizionato un campionatore per polvero PM10 presso il plesso scolastico distaccato Cancelliera sito in via delle Pesche n. 7. Il campionamento si protrarrà per almeno cinque giorni e i campioni prelevati verranno analizzati presso i laboratori di Arpa Lazio per la determinazione delle concentrazioni in aria ambiente di PM10, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. I dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati. Al fine di trarre indicazioni preliminari, sono stati elaborati i dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, analizzando in particolare i dati orari delle stazioni di Ciampino, Cinecittà e Fermi che potrebbero essere state maggiormente interessate dall’incendio. Sono stati brevemente analizzati anche i dati della centralina fissa di Aprilia. Sono stati analizzati i valori medi giornalieri di PM10 e i valori medi orari di biossidi di azoto (NO2), ossido carbonico (CO) e composti organici volatili (COV) relativi al periodo dalle ore 0,00 del 28 giugno alle 12.00 del 01.07.2016. L’orario di riferimento è l’ora solare. I dati relativi al PM10 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimasti al di sotto del limite di legge di 50 mg/m3  sia nei

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