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Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie

L’Editoriale di Luglio lo dedico a una notizia aberrante, di quelle che non vorresti mai sentire, soprattutto nella nostra epoca improntata nella tutela dei diritti, in una nazione dove è nata "Questo non è amore", la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato, presente in tutta Italia con postazioni mobili, i camper, e stand informativi. Di certo nessuno poteva pensare di includere in questo progetto, oltre alle donne, anche i bambini rapiti alle proprie famiglie e poi venduti ad altre famiglie. E mentre a Rocca di Papa un sindaco muore, Emanuele Crestini, per proteggere i dipendenti del comune dalla fuga di gas, un altro sindaco a Bibbiano, Andrea Carletti, è stato accusato insieme ad altri di aver consapevolmente sottratto dei bambini minorenni alle famiglie per darli in affido retribuito a dei conoscenti-amici. Le forze dell’ordine di Reggio Emilia che hanno condotto l’indagine sono rimasti basiti nello scoprire che diversi bambini sono stati sottoposti ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”, per toglierli dai propri genitori e darli in affido ad altri, dietro compenso. L’inchiesta ha visto coinvolte svariate persone, fra cui anche il sindaco di Bibbiano, rappresentante del Partito Democratico. I fatti. I bambini venivano allontanati dalle proprie famiglie con un provvedimento d’urgenza, quando sopraggiungevano segnali di sofferenza e quasi mai di abuso. Era sufficiente un piccolo disagio manifestato dai minori per sottrarli seduta stante ai genitori. Bastava un pretesto, un semplice sospetto, ad esempio i gemiti di una bambina mentre era in bagno, affinché gli assistenti sociali erano legittimati ad emettere un provvedimento per un abuso sessuale. Per sostenere tali provvedimenti e far partire la pratica, sempre nella stessa struttura del territorio, alcuni assistenti sociali e alcuni psicoterapeuti facevano il lavaggio del cervello ai bambini, dicono gli inquirenti: li manipolavano nel corso di estenuanti sedute creando in loro un falso ricordo di abusi, anche attraverso l’uso di impulsi elettromagnetici mediante elettrodi applicati a mani e piedi. Sempre  secondo le indagini, avrebbero fatto carte false, ritoccato i disegni dei piccoli per dare loro una connotazione sessuale, aggiustato le relazioni, omesso informazioni chiave che avrebbero spiegato certi comportamenti, denigrato i genitori dei piccoli. Addirittura sarebbero arrivati a inventare episodi che poi sottoponevano al Tribunale per i minori per ottenere il decadimento della patria potestà e affidare i piccoli ad altri genitori, amici e conoscenti degli indagati, che poi ricevevano contributi maggiorati rispetto al normale. Tutto, stando all’accusa, con lo scopo di lucrare sulla sofferenza dei minori assicurandosi fondi pubblici per cure, consulenze, incarichi e docenze.
Un business di centinaia di migliaia di euro, per gli inquirenti. Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie. Il metodo era manipolare la memoria e i racconti delle vittime e falsificare i documenti. Da qui i falsi dossier composti da disegni di bimbi con falsi dettagli a sfondo sessuale. Un particolare ancora più sconvolgente, è che dopo l’allontanamento dalle famiglie di origine, i minori sarebbero stati anche vittime di stupro all’interno delle famiglie affidatarie e delle comunità. Non solo: per anni i servizi sociali avrebbero omesso di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali e che sono stati invece rinvenuti dai carabinieri. È un campionario agghiacciante di falsi, depistaggi e molto altro quello che emerge dall’inchiesta Angeli e Demoni condotta dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia che il 27 giugno ha fatto scattare misure cautelari per 18 persone (27 gli indagati) ritenute implicate nel distorto sistema degli affidi della Val D’Enza. In 6 sono ai domiciliari: tra questi il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di concorso in abuso d’ufficio per avere dato copertura amministrativa ai crimini commessi da assistenti sociali, medici e psicoterapeuti. Oltre ai domiciliari sono state decise misure interdittive e per due affidatari il divieto di avvicinamento ai piccoli. I reati contestati a vario titolo sono falso in atto pubblico, maltrattamenti, frode processuale, depistaggio e lesioni gravissime sui bimbi. Dall’inchiesta Angeli e demoni emerge come tra gli indagati ci fosse l’intenzione di far diventare la onlus Hansel e Gretel e il centro La Cura di Bibbiano un vero punto di riferimento per più territori: non solo Reggio Emilia, dunque, ma anche Parma e Modena. Che Dio ce ne liberi!
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

L’Editoriale di Luglio lo dedico a una notizia aberrante, di quelle che non vorresti mai sentire, soprattutto nella nostra epoca improntata nella tutela dei diritti, in una nazione dove è nata "Questo non è amore", la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato, presente in tutta Italia con postazioni mobili, i camper, e stand informativi. Di certo nessuno poteva pensare di includere in questo progetto, oltre alle donne, anche i bambini rapiti alle proprie famiglie e poi venduti ad altre famiglie. E mentre a Rocca di Papa un sindaco muore, Emanuele Crestini, per proteggere i dipendenti del comune dalla fuga di gas, un altro sindaco a Bibbiano, Andrea Carletti, è stato accusato insieme ad altri di aver consapevolmente sottratto dei bambini minorenni alle famiglie per darli in affido retribuito a dei conoscenti-amici. Le forze dell’ordine di Reggio Emilia che hanno condotto l’indagine sono rimasti basiti nello scoprire che diversi bambini sono stati sottoposti ad un vero e proprio “lavaggio del cervello”, per toglierli dai propri genitori e darli in affido ad altri, dietro compenso. L’inchiesta ha visto coinvolte svariate persone, fra cui anche il sindaco di Bibbiano, rappresentante del Partito Democratico. I fatti. I bambini venivano allontanati dalle proprie famiglie con un provvedimento d’urgenza, quando sopraggiungevano segnali di sofferenza e quasi mai di abuso. Era sufficiente un piccolo disagio manifestato dai minori per sottrarli seduta stante ai genitori. Bastava un pretesto, un semplice sospetto, ad esempio i gemiti di una bambina mentre era in bagno, affinché gli assistenti sociali erano legittimati ad emettere un provvedimento per un abuso sessuale. Per sostenere tali provvedimenti e far partire la pratica, sempre nella stessa struttura del territorio, alcuni assistenti sociali e alcuni psicoterapeuti facevano il lavaggio del cervello ai bambini, dicono gli inquirenti: li manipolavano nel corso di estenuanti sedute creando in loro un falso ricordo di abusi, anche attraverso l’uso di impulsi elettromagnetici mediante elettrodi applicati a mani e piedi. Sempre  secondo le indagini, avrebbero fatto carte false, ritoccato i disegni dei piccoli per dare loro una connotazione sessuale, aggiustato le relazioni, omesso informazioni chiave che avrebbero spiegato certi comportamenti, denigrato i genitori dei piccoli. Addirittura sarebbero arrivati a inventare episodi che poi sottoponevano al Tribunale per i minori per ottenere il decadimento della patria potestà e affidare i piccoli ad altri genitori, amici e conoscenti degli indagati, che poi ricevevano contributi maggiorati rispetto al normale. Tutto, stando all’accusa, con lo scopo di lucrare sulla sofferenza dei minori assicurandosi fondi pubblici per cure, consulenze, incarichi e docenze. 

Un business di centinaia di migliaia di euro, per gli inquirenti. Il mercato dell’orrore compiuto sulla pelle di almeno sedici bambini da 6 a 11 anni strappati alle loro famiglie. Il metodo era manipolare la memoria e i racconti delle vittime e falsificare i documenti. Da qui i falsi dossier composti da disegni di bimbi con falsi dettagli a sfondo sessuale. Un particolare ancora più sconvolgente, è che dopo l’allontanamento dalle famiglie di origine, i minori sarebbero stati anche vittime di stupro all’interno delle famiglie affidatarie e delle comunità. Non solo: per anni i servizi sociali avrebbero omesso di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali e che sono stati invece rinvenuti dai carabinieri. È un campionario agghiacciante di falsi, depistaggi e molto altro quello che emerge dall’inchiesta Angeli e Demoni condotta dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia che il 27 giugno ha fatto scattare misure cautelari per 18 persone (27 gli indagati) ritenute implicate nel distorto sistema degli affidi della Val D’Enza. In 6 sono ai domiciliari: tra questi il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, accusato di concorso in abuso d’ufficio per avere dato copertura amministrativa ai crimini commessi da assistenti sociali, medici e psicoterapeuti. Oltre ai domiciliari sono state decise misure interdittive e per due affidatari il divieto di avvicinamento ai piccoli. I reati contestati a vario titolo sono falso in atto pubblico, maltrattamenti, frode processuale, depistaggio e lesioni gravissime sui bimbi. Dall’inchiesta Angeli e demoni emerge come tra gli indagati ci fosse l’intenzione di far diventare la onlus Hansel e Gretel e il centro La Cura di Bibbiano un vero punto di riferimento per più territori: non solo Reggio Emilia, dunque, ma anche Parma e Modena. Che Dio ce ne liberi!

Dott.ssa Fulvia Di Iulio

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News in breve

’Arpa Lazio, in seguito all’incendio verificatori ieri, giovedì 30 maggio, presso la discarica di Roncigliano, ha reso noti i dati relativi alle misurazioni della qualità dell’aria rilevati dalle centraline poste nella zona dell’impianto facenti parte della rete di monitoraggio regionale. Di seguito quanto contenuto nella nota Arpa. “Al fine di valutare eventuale effetti sulla qualità dell’incendio occorso nella serata del 30.06.2016 presso il complesso impiantistico della società Pontina Ambiente sita in località Cecchina nel Comune di Albano Laziale, il giorno 01.07.2016 è stato posizionato un campionatore per polvero PM10 presso il plesso scolastico distaccato Cancelliera sito in via delle Pesche n. 7. Il campionamento si protrarrà per almeno cinque giorni e i campioni prelevati verranno analizzati presso i laboratori di Arpa Lazio per la determinazione delle concentrazioni in aria ambiente di PM10, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. I dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati. Al fine di trarre indicazioni preliminari, sono stati elaborati i dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, analizzando in particolare i dati orari delle stazioni di Ciampino, Cinecittà e Fermi che potrebbero essere state maggiormente interessate dall’incendio. Sono stati brevemente analizzati anche i dati della centralina fissa di Aprilia. Sono stati analizzati i valori medi giornalieri di PM10 e i valori medi orari di biossidi di azoto (NO2), ossido carbonico (CO) e composti organici volatili (COV) relativi al periodo dalle ore 0,00 del 28 giugno alle 12.00 del 01.07.2016. L’orario di riferimento è l’ora solare. I dati relativi al PM10 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimasti al di sotto del limite di legge di 50 mg/m3  sia nei giorni precedenti che nel giorno interessato dall’incendio. Non si nota alcun aumento della concentrazione il 30.06.2016.
Le concentrazioni medie orarie di biossido di azoto NO2 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimaste sempre al di sotto del limite di legge di 200 mg/m3. La centralina di Ciampino, la più vicina alla discarica, nelle ore dell’incendio e durante quelle successive non ha evidenziato aumenti significativi. Per quanto riguarda le stazioni Fermi e Cinecittà, il 30.06.2016 si notano valori superiori a quelli misurati nei giorni precedenti alla stessa ora a partire rispettivamente dalle 20 e dalle 22. Non sembrerebbe possibile ragionevolmente attribuire all’incendio tali incrementi, considerando che la stazione di Ciampino, situata tra il punto di emissione e Roma, non ha rilevato aumenti analoghi nel medesimo periodo temporale, inoltre le sorgenti emissive nell’urbe sono molto numerose. I dati non evidenziano alcun incremento del COV nelle stazioni di Ciampino e Fermi a seguito dell’incendio. I dati del 30 sono del tutto analoghi a quelli registrati nei giorni immediatamente precedenti. La concentrazione media di benzene, l’unico COV per il quale è previsto un limite di legge calcolato come media annuale pari a 5 mh/m3, è rimasta nettamente al di sotto di questo valore. Le concentrazioni di CO rilevate presso la stazione Fermi non evidenziano aumenti nelle ore successive all’incendio. Il limite di legge per questo inquinante è pari 10 mg/m3 calcolato come media massima su otto ore. I valori misurati sono notevolmente inferiori rispetto al limite. Tutte le concentrazioni rilevate nelle centraline di monitoraggio più vicine all’area dell’incendio non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti dalla normativa vigente. Le stazioni di misura della rete regionale non hanno registrato aumenti delle concentrazioni degli inquinanti attribuibili all’incendio del 30/6/2016. L’unico aumento successivo all’incendio riguarda il biossido di azoto nelle stazioni Fermi e Cinecittà. Occorre però tener presente che l’assenza dello stesso aumento presso la centralina di Ciampino e la presenza di numerose fonti emissive su Roma rendono azzardato attribuire tale incremento all’incendio di Cecchina. Anche la centralina di Aprilia, non evidenzia dati anomali, sembra quindi da escludere un’influenza significativa sulla qualità dell’aria anche in direzione Sud. In data 01.07.2016 un campionatore per polveri PM10 è stato istallato in prossimità del luogo dell’incendio e i dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati”.
Chiunque volesse consultare i dati, sono integralmente disponibili sul sito del Comune al seguente link:http://www.comune.albanolaziale.rm.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1818
Luca Priori

Arpa Lazio, in seguito all’incendio verificatori ieri, giovedì 30 maggio, presso la discarica di Roncigliano, ha reso noti i dati relativi alle misurazioni della qualità dell’aria rilevati dalle centraline poste nella zona dell’impianto facenti parte della rete di monitoraggio regionale. Di seguito quanto contenuto nella nota Arpa. “Al fine di valutare eventuale effetti sulla qualità dell’incendio occorso nella serata del 30.06.2016 presso il complesso impiantistico della società Pontina Ambiente sita in località Cecchina nel Comune di Albano Laziale, il giorno 01.07.2016 è stato posizionato un campionatore per polvero PM10 presso il plesso scolastico distaccato Cancelliera sito in via delle Pesche n. 7. Il campionamento si protrarrà per almeno cinque giorni e i campioni prelevati verranno analizzati presso i laboratori di Arpa Lazio per la determinazione delle concentrazioni in aria ambiente di PM10, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. I dati, non appena disponibili, verranno inviati a tutti gli enti interessati. Al fine di trarre indicazioni preliminari, sono stati elaborati i dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, analizzando in particolare i dati orari delle stazioni di Ciampino, Cinecittà e Fermi che potrebbero essere state maggiormente interessate dall’incendio. Sono stati brevemente analizzati anche i dati della centralina fissa di Aprilia. Sono stati analizzati i valori medi giornalieri di PM10 e i valori medi orari di biossidi di azoto (NO2), ossido carbonico (CO) e composti organici volatili (COV) relativi al periodo dalle ore 0,00 del 28 giugno alle 12.00 del 01.07.2016. L’orario di riferimento è l’ora solare. I dati relativi al PM10 (riferiti a Ciampino, Cinecittà e Fermi) sono rimasti al di sotto del limite di legge di 50 mg/m3  sia nei

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