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Siamo un team di ricercatori che si occupano da qualche anno di Energy Technology e di Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale: abbiamo fondato i nostri studi su una visione antica dello spazio che ruota intorno ai principi di armonia, bellezza e “sacralità”, coniugandoli con i più moderni aspetti della fisica quantistica.
Questa ricerca ha dato vita ad  un progetto unico nel suo genere, in grado di per rendere gli spazi biocompatibili, sani, idonei, efficienti, performanti, atti a far raggiungere le migliori prestazioni psicofisiche a chi sceglie di avvalersi del nostro progetto .
Concentriamo i nostri interventi sull’analisi e la risoluzione dei problemi derivanti da stress ambientale, aggressioni da radiazioni elettromagnetiche, da geopatie magnetico telluriche, ed abbiamo ideato una procedura per un intervento di armonizzazione efficace.
Attraverso una analisi prima, ed un trattamento dell’ambiente poi, otteniamo la condensazione sottile  di tutti i disturbi geopatici ed elettromagnetici. L’obiettivo è quello di garantire agli spazi dove interveniamo un eccellente grado di armonizzazione, un'ottima circolazione energetica, l’assenza di disturbi frequenziali e la creazione di una realtà ambientale equilibrata: ideale per favorire un sonno corretto, un recupero energetico e uno stato di benessere psicofisico.
Questo progetto ha coinvolto diversi professionisti: medici, ricercatori universitari, società, come la SOLS di Lugano (SwissOptimal Living Society) che si occupa di testare le migliori tecnologie volte al benessere della persona e degli spazi abitativi, o come anche la CHANSON ITALIA che si occupa del trattamento delle acque. La procedura d’intervento segue in sintesi questi steps:
- Identificazione spazio da armonizzare con studio geologico e satellitare;
- Sopralluogo esterno con identificazione di disturbi esterni alla abitazione: ripetitori di telefonia mobile, antenne radio, tralicci ad alta tensione, cabine di trasformazione;
- Misurazione di elementi di disturbo elettromagnetico interno alla abitazione attraverso analizzatori di alte frequenze, di campi magnetici ed elettrici, di intercettori di radiazioni e analizzatori di disturbi di armoniche di rete elettrica;
- Analisi di tutte le componenti geopatogene: acque sotterranee, linee magnetiche e di pressione tellurica, faglie;
- Misurazione del gas radon attraverso installazione di rilevatori passivi.
- Studio geometrico e architettonico dello spazio e dei flussi di energia con relazione tecnica personalizzata;
- Installazione della strumentazione necessaria con controlli post intervento.
Quale tipo di strumentazione utilizzate per i vostri lavori?
Per le analisi degli spazi ci serviamo di diversi strumenti di rilevamento scientifici che vanno dal rilevamento elettromagnetico a quello magnetico, passando per quelli che verificano il carico elettrico indotto nel corpo, per concludere un'analisi biosensoriale soprattutto per quei valori sottili che ruotano intorno alle geopatie e alle respirazioni telluriche.
Per gli interventi invece, utilizziamo delle apparecchiature specifiche per la solvenza e la condensazione dei disturbi elettromagnetici sottili, per la condensazione delle problematiche geopatiche, per la condensazione delle armoniche e disturbi della rete elettrica.
E' possibile trovare sul nostro sito alla pagina  www.aeteres.com/prodotti/  tutte le informazioni sulla strumentazione che installiamDMJHGFRDERTo.
Quali sono gli effetti del vostro intervento sugli spazi trattati e sulle persone?
Dopo una armonizzazione si possono apprezzare una serie di sensazioni, alcune di esse anche immediatamente, come: ionizzazione dell’aria, facilità nella respirazione, circolazione energetica, percezione di brezza fresca. Invece altri riscontri sensoriali si percepiscono dopo qualche giorno dall’intervento: senso di benessere, un equilibrio frequenziale rilassante, sonno rigenerante, minore stress psicofisico, minore stanchezza.
Chi sono i vostri clienti abituali?
In genere, come spesso in passato, le persone che richiedevano il nostro intervento erano quelle che si rendevano conto, per malesseri o patologie, di vivere in un'abitazione con problemi elettromagnetici o tellurici. In alcuni casi erano terapeuti o medici che suggerivano il nostro intervento. Ora si sta sviluppando anche un pensiero ed un'attenzione maggiore al proprio benessere, per cui spesso veniamo chiamati per: analizzare o trattare abitazioni private prima di essere abitate, rendere uno spazio migliore o ideale per le attività che si intendono  svolgere, e per rendere più sani luoghi di lavoro, con la conseguenza di avere un ambiente  più produttivo e con meno carico di stress aggiuntivo. Possiamo dire quindi che i nostri clienti appartengono a diverse tipologie e sono mossi da svariate motivazioni. Adesso fortunatamente esiste una sensibilità maggiore verso il proprio benessere, per quello del luogo in cui abitiamo e in cui lavoriamo: quest’ultimo coinvolge sia il singolo professionista che prende atto  che migliorare lo spazio operativo lo aiuterà notevolmente nella sua attività, ma coinvolge anche una nuova generazione di dirigenti di azienda, che considero “illuminati”, che si muovono in tal senso volendo costruire, insieme ai propri collaboratori, una realtà lavorativa ideale e performante.

Siamo un team di ricercatori che si occupano da qualche anno di Energy Technology e di Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale: abbiamo fondato i nostri studi su una visione antica dello spazio che ruota intorno ai principi di armonia, bellezza e “sacralità”, coniugandoli con i più moderni aspetti della fisica quantistica. 

Questa ricerca ha dato vita ad  un progetto unico nel suo genere, in grado di per rendere gli spazi biocompatibili, sani, idonei, efficienti, performanti, atti a far raggiungere le migliori prestazioni psicofisiche a chi sceglie di avvalersi del nostro progetto. 

Concentriamo i nostri interventi sull’analisi e la risoluzione dei problemi derivanti da stress ambientale, aggressioni da radiazioni elettromagnetiche, da geopatie magnetico telluriche, ed abbiamo ideato una procedura per un intervento di armonizzazione efficace. 

Attraverso una analisi prima, ed un trattamento dell’ambiente poi, otteniamo la condensazione sottile  di tutti i disturbi geopatici ed elettromagnetici. L’obiettivo è quello di garantire agli spazi dove interveniamo un eccellente grado di armonizzazione, un'ottima circolazione energetica, l’assenza di disturbi frequenziali e la creazione di una realtà ambientale equilibrata: ideale per favorire un sonno corretto, un recupero energetico e uno stato di benessere psicofisico. 

Questo progetto ha coinvolto diversi professionisti: medici, ricercatori universitari, società, come la SOLS di Lugano (SwissOptimal Living Society) che si occupa di testare le migliori tecnologie volte al benessere della persona e degli spazi abitativi, o come anche la CHANSON ITALIA che si occupa del trattamento delle acque. La procedura d’intervento segue in sintesi questi steps:

- Identificazione spazio da armonizzare con studio geologico e satellitare;

- Sopralluogo esterno con identificazione di disturbi esterni alla abitazione: ripetitori di telefonia mobile, antenne radio, tralicci ad alta tensione, cabine di trasformazione;

- Misurazione di elementi di disturbo elettromagnetico interno alla abitazione attraverso analizzatori di alte frequenze, di campi magnetici ed elettrici, di intercettori di radiazioni e analizzatori di disturbi di armoniche di rete elettrica;

- Analisi di tutte le componenti geopatogene: acque sotterranee, linee magnetiche e di pressione tellurica, faglie;

- Misurazione del gas radon attraverso installazione di rilevatori passivi.

- Studio geometrico e architettonico dello spazio e dei flussi di energia con relazione tecnica personalizzata;

- Installazione della strumentazione necessaria con controlli post intervento.

Quale tipo di strumentazione utilizzate per i vostri lavori?

Per le analisi degli spazi ci serviamo di diversi strumenti di rilevamento scientifici che vanno dal rilevamento elettromagnetico a quello magnetico, passando per quelli che verificano il carico elettrico indotto nel corpo, per concludere un'analisi biosensoriale soprattutto per quei valori sottili che ruotano intorno alle geopatie e alle respirazioni telluriche. 

Per gli interventi invece, utilizziamo delle apparecchiature specifiche per la solvenza e la condensazione dei disturbi elettromagnetici sottili, per la condensazione delle problematiche geopatiche, per la condensazione delle armoniche e disturbi della rete elettrica. 

E' possibile trovare sul nostro sito alla pagina  www.aeteres.com/prodotti/  tutte le informazioni sulla strumentazione che installiamDMJHGFRDERTo.

Quali sono gli effetti del vostro intervento sugli spazi trattati e sulle persone?

Dopo una armonizzazione si possono apprezzare una serie di sensazioni, alcune di esse anche immediatamente, come: ionizzazione dell’aria, facilità nella respirazione, circolazione energetica, percezione di brezza fresca. Invece altri riscontri sensoriali si percepiscono dopo qualche giorno dall’intervento: senso di benessere, un equilibrio frequenziale rilassante, sonno rigenerante, minore stress psicofisico, minore stanchezza.

Chi sono i vostri clienti abituali?

In genere, come spesso in passato, le persone che richiedevano il nostro intervento erano quelle che si rendevano conto, per malesseri o patologie, di vivere in un'abitazione con problemi elettromagnetici o tellurici. In alcuni casi erano terapeuti o medici che suggerivano il nostro intervento. Ora si sta sviluppando anche un pensiero ed un'attenzione maggiore al proprio benessere, per cui spesso veniamo chiamati per: analizzare o trattare abitazioni private prima di essere abitate, rendere uno spazio migliore o ideale per le attività che si intendono  svolgere, e per rendere più sani luoghi di lavoro, con la conseguenza di avere un ambiente  più produttivo e con meno carico di stress aggiuntivo. Possiamo dire quindi che i nostri clienti appartengono a diverse tipologie e sono mossi da svariate motivazioni. Adesso fortunatamente esiste una sensibilità maggiore verso il proprio benessere, per quello del luogo in cui abitiamo e in cui lavoriamo: quest’ultimo coinvolge sia il singolo professionista che prende atto  che migliorare lo spazio operativo lo aiuterà notevolmente nella sua attività, ma coinvolge anche una nuova generazione di dirigenti di azienda, che considero “illuminati”, che si muovono in tal senso volendo costruire, insieme ai propri collaboratori, una realtà lavorativa ideale e performante.

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News in breve

“L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea”

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti.
Ida Belfatto

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti. 

Ida Belfatto


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