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In queste pagine troverete gli articoli riguardanti diversi temi della vita dei Castelli Romani. Vi riporteremo delle notizie utili sulla vita sociale dei Castelli, la cultura, gli eventi rappresentati e molto altro ancora. Questi articoli vi aiuteranno ad approfondire la conoscenza dei nostri paesi e ad addentrarvi nella vita ed i problemi dei Castelli.

“Rocca di Papa, morto il Sindaco Emanuele Crestini”

“Si esprime un sentimento di profondo cordoglio ai famigliari e tutta la comunità di Rocca di Papa”.

“Si esprime un sentimento di profondo cordoglio ai famigliari e tutta la comunità di Rocca di Papa”.

21 giugno 2019, una data che pochi dimenticheranno presto, è morto all'ospedale Sant'Eugenio di Roma il Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Il 10 giugno scorso un’esplosione aveva investito il Comune e una scuola vicina. Sale così a due il numero delle vittime, feriti lievemente anche alcuni bambini. E' la seconda vittima dello scoppio: domenica 16 era morto il delegato del primo cittadino, Vincenzo Eleuteri. Ricostruiamo i fatti: il 10 giugno c’è stata un’esplosione al Comune di Rocca di Papa preceduta da un forte odore di gas, poi un terribile boato aveva investito il palazzo del Comune, sito in Corso Costituente compresa una scuola per l'infanzia ubicata nei pressi del comune. Sono state sedici le persone ferite (di cui tre bambini, raggiunti da vetri e calcinacci, mentre erano in classe. La più grave è bambina di 5 anni che ha riportato un trauma facciale), due delle quali hanno perso la vita. Le tre persone coinvolte e iscritte sul registro degli indagati dal procuratore di Velletri, Francesco Prete, sono: il legale rappresentante della ditta appaltatrice di Frosinone, il tecnico geologo incaricato dei lavori (i due sono fratelli), e il geologo incaricato dal Comune per le indagini geognostiche, all’inizio sono state accusate di disastro colposo e lesioni (gravi o gravissime) ora si aggiunge quella di omicidio colposo. L'inchiesta è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati. Il primo cittadino aveva riportato ustioni sul 35% del corpo, in particolare al volto e alle mani. Era stato l'ultimo a lasciare l'edificio dopo l'incidente, preoccupandosi prima di aver fatto evacuare dipendenti, consiglieri e cittadini. "Il sindaco di Rocca di Papa (Asl Roma 2) è deceduto. Nelle ultime ore le sue condizioni si erano aggravate a causa di una sopraggiunta crisi respiratoria e dal quadro derivante dalle infezioni delle lesioni riportate dovute alla lunga permanenza nel luogo dell'incendio. Si esprime un sentimento di profondo cordoglio ai famigliari e tutta la comunità di Rocca di Papa". "Si è preoccupato di far uscire tutte le persone dal Comune in fiamme, ma il suo eroismo gli è costato la vita: il sindaco di Rocca di Papa ha lottato ma nella notte è morto proprio per il troppo fumo inalato.  Un pensiero commosso alla sua famiglia e a quella dell'altro dipendente comunale Vincenzo Eleuteri, deceduto cinque giorni fa (il 16 giugno)". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, aggiungendo: "Per il sindaco Emanuele Crestini ritengo sia doverosa la medaglia d'oro al valor civile" (ANSA).  "Ho appreso con profondo dolore la notizia della morte di Emanuele Crestini, sindaco di Rocca di Papa, deceduto a causa delle ustioni riportate per essersi adoperato, dopo l'esplosione nel palazzo del municipio, per portare in salvo tutte le persone che erano dentro i locali, dando un esempio di coraggio, di altruismo e di generosità nei confronti dei suoi concittadini", ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "La morte del sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, è una tragedia. Il senso del dovere che lo ha sempre contraddistinto, l'attaccamento profondo alla comunità di cui è stato primo cittadino e la sua fedeltà alle istituzioni non saranno dimenticati. Crestini è un esempio di umanità", scrive in una circolare il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti "Alla famiglia e alla cittadinanza di Rocca di Papa vanno le mie più sentite condoglianze". "Il sindaco di rocca di papa Emanuele Crestini non ce l'ha fatta. Era rimasto ferito nell'esplosione del palazzo comunale. Una notizia davvero triste. Roma abbraccia la sua famiglia e i suoi cittadini in questo momento di dolore”, scrive il sindaco di Roma, Virginia Raggi, in un tweet.
Il 27 giugno ci sono stati i funerali, un lungo applauso ha accolto il feretro del sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, all'arrivo nel parco “La Pompa” dove sono stati celebrati i funerali del primo cittadino. Migliaia di persone si sono radunate per l'ultimo saluto, nella zona dei Campi di Annibale. Tante le corone di fiori in ricordo di Crestini, tra le quali risaltano in particolare quelle del "Presidente Regione Lazio", del "Consiglio Regionale Lazio", del "Comune di Roma", e dei "Sindaci Castelli Romani", e dei "Sindaci del Lazio". "Emanuele, amore, sei qui con noi per sempre. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato e per l'impegno che hai messo per la tua comunità. Ciao amore mio", ha detto, con la voce rotta dalle lacrime, la compagna del sindaco durante la celebrazione. Al Comune di Rocca di Papa, alla famiglia del Sindaco, Emanuele Crestini, esempio di forza e coraggio, e alla famiglia di Vincenzo Eleuteri, vanno le nostre più sincere condoglianze, vi siamo vicini in un momento così difficile e ci uniamo al vostro dolore. 
Dott.ssa Fulvia Di Iulio

ARIETE
Sarà un anno incoraggiante, che ti darà molte opportunità. La scelta finale sarà la tua. Nel 2019, l'ottimismo non ti mancherà! Giove in Sagittario, ti porterà fantastiche occasioni sul lavoro e anche un po’ di fortuna in più! Inoltre, Venere assicura grandi passioni e avventure erotiche per tutto l'anno. Prima di fare scelte avventate, prova a contare almeno fino a cinque.
TORO
Con l’entrata di Giove nel segno del Sagittario vi attendono sorprese piacevoli. Le stelle vi consigliano di prendere la vita così com’è. Il cambiamento sarà in primo piano nel vostro diario, che potrebbe includere il trasferimento in una nuova città, o acquistare una nuova auto o traslocare in una casa più lussuosa. Parola d'ordine: coraggio! Non dovete avere paura di lasciare il vecchio per far entrare il nuovo.
GEMELLI
Sono finiti i tempi angoscianti. Giove, può ostacolare il vostro percorso, nella fase iniziale dell’anno, ma si tratta davvero di sciocchezze. Avete fiducia nelle vostre capacità e raggiungerete gli obiettivi attraverso duro lavoro. Sul fronte finanziario, dovrete fare attenzione a non sprecare denaro per oggetti superflui, cosa di cui potreste pentirti in seguito. Venere vi darà molto fascino e amore. Se siete in coppia dovete essere più affidabili.
CANCRO
Quest’anno sarà migliore con un Giove e un Urano amici. Sarà proprio Urano a favorire i vostri sogni nel cassetto. Con Giove che influenza Saturno nella prima metà dell’anno, potrebbero esserci dei cambiamenti importanti nella vostra vita. L’anno sembra abbastanza favorevole, soprattutto sul fronte finanziario. La parte più difficile della vostra vita, saranno le relazioni. Le persone impegnate dovrebbero dare abbastanza spazio al loro coniuge, e stare attenti a evitare discussioni.
LEONE
Con l’entrata di Giove in Sagittario avrete più fortuna nel campo lavorativo. Se state cercando un lavoro, o volete cambiare professione, ecco che la fortuna vi darà una mano. Negli affari di cuore, però, cerca di essere più umile e di ascoltare l'altro. Nettuno potrebbe mettere un po' troppo pepe nelle relazioni sentimentali e in famiglia. Fate solo attenzione alla gelosia di qualche familiare. Avete forse fatto pesare un po’ troppo la vostra soddisfazione per qualcosa, e adesso dovrete fare i conti con uno dei sentimenti più vecchi e antipatici: l’invidia.
VERGINE
Per voi, il lavoro è molto importante. E la vostra intelligenza ha sempre la meglio, tanto che è facile che voi otterrete molto successo. State attenti a come comunicate i vostri sentimenti e pensieri Potrebbe essere necessario fare del lavoro extra per guadagnare di più. Durante il primo trimestre dell’anno, vi preoccuperete del lavoro per raggiungere i vostri obiettivi e fare piani di carriera futuri. Quest'anno potreste dover fronteggiare alcuni cambiamenti nel lavoro ma non temete, andrà tutto bene, anzi, vi si prospettano sorprendenti novità.
BILANCIA
Il vostro 2019 sarà improntato sulla parola cambiamento. Cambiare per crescere, cambiare per trovare nuovi stimoli, cambiare. Vi aspetta un 2019 di armonia sentimentale e, per chi è single, potrebbe finalmente arrivare il grande amore. Quello con la A maiuscola. Merito di un Giove amico, in Sagittario, di Venere e di Plutone. Per chi è in coppia, una situazione troppo ballerina potrebbe finalmente saltare, e lasciarvi libere per nuove storie e nuove avventure. Nel lavoro avrete ottime occasioni, cercate però di esporvi di più.
SCORPIONE
Il 2018 è stato un anno fortunato con Giove nel vostro segno. Questo transito fortunato si farà sentire anche di più nel 2019, sarete molto ottimisti, grazie a Giove in Sagittario, e saprete essere anche costruttivi, merito di un ottimo Saturno in Capricorno. Sfruttate tutte le occasioni e ricordate di sorridere di più. Il prossimo anno avrete molte opportunità, che vi aiuteranno a crescere nel campo professionale.
SAGITTARIO
Cosa porterà questo 2019 con l’entrata di Giove nl vostro segno? Occasioni nuove, amori improvvisi. E ancora più ottimismo di quello che già avete. La vita sentimentale non sarà eccitante come vorreste, ma nella seconda metà del 2019 potrebbe arrivare una fresca ventata di novità. Il lavoro è forse un po’ troppo impegnativo e parte della responsabilità cade su di voi, che non sapete tenere le necessarie distanze da preoccupazioni e impegni lavorativi troppo assillanti
CAPRICORNO
Finalmente riuscirete a togliervi un capriccio che da tanto tempo vi girava per la testa. Il 2019 è uno degli anni più ricchi di sorprese, un anno che soprattutto nella prima metà sarà una specie di fuoco di artificio. Piccoli problemi sul lavoro, ma ci siete ormai abituati e non ci farete troppo caso nemmeno In amore, pretendi sempre il massimo però non essere troppo intransigente: un po' di leggerezza è quello che ci vuole.
ACQUARIO
Siete originali, indipendenti e creativi. Il 2019 per voi potrebbe essere un po' scoppiettante, ma questo non sarà un problema. A voi, i cambiamenti piacciono, e parecchio. Attenzione però agli scontri troppo accesi in amore, soprattutto nella prima parte dell'anno. Giove sarà finalmente un vostro amico. Non deludetelo, provate a realizzare i vostri progetti con determinazione. Il lavoro sarà la principale fonte di soddisfazione, con una promozione in vista per chi la stava aspettando, una nuova opportunità per chi non era soddisfatto e si stava guardando intorno
PESCI
Bello, bellissimo il 2019. Punti di forza è il lavoro e la vita sentimentale. In entrambi i casi stiamo entrando in una fase molto favorevole che coprirà il 2019 in pieno, e potrebbe proseguire anche nell’anno successivo. Il lavoro continuerà a darvi delle soddisfazioni anche dal punto di vista economico, ma non solo. Occasioni incredibili nel lavoro. Queste occasioni si presenteranno spesso sotto forma di sfide sorprendenti.

ARIETE

Sarà un anno incoraggiante, che ti darà molte opportunità. La scelta finale sarà la tua. Nel 2019, l'ottimismo non ti mancherà! Giove in Sagittario, ti porterà fantastiche occasioni sul lavoro e anche un po’ di fortuna in più! Inoltre, Venere assicura grandi passioni e avventure erotiche per tutto l'anno. Prima di fare scelte avventate, prova a contare almeno fino a cinque. 

TORO

Con l’entrata di Giove nel segno del Sagittario vi attendono sorprese piacevoli. Le stelle vi consigliano di prendere la vita così com’è. Il cambiamento sarà in primo piano nel vostro diario, che potrebbe includere il trasferimento in una nuova città, o acquistare una nuova auto o traslocare in una casa più lussuosa. Parola d'ordine: coraggio! Non dovete avere paura di lasciare il vecchio per far entrare il nuovo. 

GEMELLI

Sono finiti i tempi angoscianti. Giove, può ostacolare il vostro percorso, nella fase iniziale dell’anno, ma si tratta davvero di sciocchezze. Avete fiducia nelle vostre capacità e raggiungerete gli obiettivi attraverso duro lavoro. Sul fronte finanziario, dovrete fare attenzione a non sprecare denaro per oggetti superflui, cosa di cui potreste pentirti in seguito. Venere vi darà molto fascino e amore. Se siete in coppia dovete essere più affidabili. 

CANCRO

Quest’anno sarà migliore con un Giove e un Urano amici. Sarà proprio Urano a favorire i vostri sogni nel cassetto. Con Giove che influenza Saturno nella prima metà dell’anno, potrebbero esserci dei cambiamenti importanti nella vostra vita. L’anno sembra abbastanza favorevole, soprattutto sul fronte finanziario. La parte più difficile della vostra vita, saranno le relazioni. Le persone impegnate dovrebbero dare abbastanza spazio al loro coniuge, e stare attenti a evitare discussioni. 

LEONE

Con l’entrata di Giove in Sagittario avrete più fortuna nel campo lavorativo. Se state cercando un lavoro, o volete cambiare professione, ecco che la fortuna vi darà una mano. Negli affari di cuore, però, cerca di essere più umile e di ascoltare l'altro. Nettuno potrebbe mettere un po' troppo pepe nelle relazioni sentimentali e in famiglia. Fate solo attenzione alla gelosia di qualche familiare. Avete forse fatto pesare un po’ troppo la vostra soddisfazione per qualcosa, e adesso dovrete fare i conti con uno dei sentimenti più vecchi e antipatici: l’invidia.

VERGINE

Per voi, il lavoro è molto importante. E la vostra intelligenza ha sempre la meglio, tanto che è facile che voi otterrete molto successo. State attenti a come comunicate i vostri sentimenti e pensieri Potrebbe essere necessario fare del lavoro extra per guadagnare di più. Durante il primo trimestre dell’anno, vi preoccuperete del lavoro per raggiungere i vostri obiettivi e fare piani di carriera futuri. Quest'anno potreste dover fronteggiare alcuni cambiamenti nel lavoro ma non temete, andrà tutto bene, anzi, vi si prospettano sorprendenti novità. 

BILANCIA 

Il vostro 2019 sarà improntato sulla parola cambiamento. Cambiare per crescere, cambiare per trovare nuovi stimoli, cambiare. Vi aspetta un 2019 di armonia sentimentale e, per chi è single, potrebbe finalmente arrivare il grande amore. Quello con la A maiuscola. Merito di un Giove amico, in Sagittario, di Venere e di Plutone. Per chi è in coppia, una situazione troppo ballerina potrebbe finalmente saltare, e lasciarvi libere per nuove storie e nuove avventure. Nel lavoro avrete ottime occasioni, cercate però di esporvi di più. 

SCORPIONE

Il 2018 è stato un anno fortunato con Giove nel vostro segno. Questo transito fortunato si farà sentire anche di più nel 2019, sarete molto ottimisti, grazie a Giove in Sagittario, e saprete essere anche costruttivi, merito di un ottimo Saturno in Capricorno. Sfruttate tutte le occasioni e ricordate di sorridere di più. Il prossimo anno avrete molte opportunità, che vi aiuteranno a crescere nel campo professionale.

SAGITTARIO

Cosa porterà questo 2019 con l’entrata di Giove nl vostro segno? Occasioni nuove, amori improvvisi. E ancora più ottimismo di quello che già avete. La vita sentimentale non sarà eccitante come vorreste, ma nella seconda metà del 2019 potrebbe arrivare una fresca ventata di novità. Il lavoro è forse un po’ troppo impegnativo e parte della responsabilità cade su di voi, che non sapete tenere le necessarie distanze da preoccupazioni e impegni lavorativi troppo assillanti

CAPRICORNO

Finalmente riuscirete a togliervi un capriccio che da tanto tempo vi girava per la testa. Il 2019 è uno degli anni più ricchi di sorprese, un anno che soprattutto nella prima metà sarà una specie di fuoco di artificio. Piccoli problemi sul lavoro, ma ci siete ormai abituati e non ci farete troppo caso nemmeno In amore, pretendi sempre il massimo però non essere troppo intransigente: un po' di leggerezza è quello che ci vuole. 

ACQUARIO

Siete originali, indipendenti e creativi. Il 2019 per voi potrebbe essere un po' scoppiettante, ma questo non sarà un problema. A voi, i cambiamenti piacciono, e parecchio. Attenzione però agli scontri troppo accesi in amore, soprattutto nella prima parte dell'anno. Giove sarà finalmente un vostro amico. Non deludetelo, provate a realizzare i vostri progetti con determinazione. Il lavoro sarà la principale fonte di soddisfazione, con una promozione in vista per chi la stava aspettando, una nuova opportunità per chi non era soddisfatto e si stava guardando intorno 

PESCI

Bello, bellissimo il 2019. Punti di forza è il lavoro e la vita sentimentale. In entrambi i casi stiamo entrando in una fase molto favorevole che coprirà il 2019 in pieno, e potrebbe proseguire anche nell’anno successivo. Il lavoro continuerà a darvi delle soddisfazioni anche dal punto di vista economico, ma non solo. Occasioni incredibili nel lavoro. Queste occasioni si presenteranno spesso sotto forma di sfide sorprendenti. 


Paolo Rufo fotografo location hotel restaurant aziendale still life food drink, prodotti e-commercePaolo Rufo è un fotografo professionale da anni impegnato nella comunicazione pubblicitaria.

Opera con competenza nei più svariati ambiti del mondo della fotografia, dalle iniziative di advertising al commercio on line, dallo still life ai reportage aziendali ed industriali, eventi, contesti architettonici ed interior design.

Alla preparazione tecnica, maturata in anni di lavoro sul campo, affianca un’organizzazione del lavoro curata nei minimi dettagli che gli consente di realizzare riprese in sala di posa, set in esterni, o presso le location del committente.

Ha un metodo di lavoro estremamente asciutto e predilige adottare una impostazione stilistica orientata all’immagine pulita e realistica, priva di artifici e contaminazioni estetiche, curata scrupolosamente nel taglio, nell’inquadratura e nell’illuminazione.

Ispirato da Robert Heinecken “C’è una grande differenza tra lo scattare una foto e fare una fotografia”

è rimasto fedele al principio secondo il quale una immagine per risultare efficace, deve rispondere a rigorosi requisiti estetici e funzionali necessari per evidenziare le caratteristiche peculiari del soggetto, esaltarne i pregi, valorizzarne l’aspetto e le qualità.

La sua storia professionale affonda le radici nella stagione della fotografia analogica. In questo periodo di formazione e sperimentazione matura esperienze significative, curando numerosi shooting sia in autonomia che in team e collaborando con affermati operatori del settori dell’editoria, dell’arte visiva, della comunicazione grafica.

Comprende da subito la portata dell’avvento delle tecnologie digitali, sfruttando il potenziale e la crescente importanza che l’immagine fotografica riveste nell’ambito della moderna comunicazione e del marketing – soprattutto quella veicolata in rete – confermandosi uno strumento particolarmente efficace per immediatezza, incisività e impatto emozionale.

Condividendo questo processo di innovazione si è impegnato nel rimodulare le metodologie di lavoro, perfezionando le tecniche di ripresa, di gestione e di post-produzione dell’immagine digitale, integrando competenze di photoshop editor e di elaborazione grafica, con l’intento di offrire al cliente un servizio più ampio, affidabile e qualificato.

la sua storia     per contattarlo     photobook

Food and drink   B&b Hotel Restaurant   Fotografia Industriale e Corporate   Medical Care   Architecture 


Scrittore, giornalista, editore indipendente e direttore di importanti uffici stampa

Willy Pocino scrittore, giornalista, editore e direttore di importanti uffici stampa. A Roma dal 1956 ma assai legato ai Castelli Romani, in particolare alla città di Marino. Il mensile “Info” è andato ad intervistarlo.

Willy Pocino, un uomo eclettico: hai fatto tante cose durante la tua vita. Cosa ti riesce meglio?

“Sostanzialmente sono un giornalista e prima ancora un uomo curioso. La curiosità mi ha sempre guidato attraverso gli studi, gli incontri, gli incarichi. La passione per l’inestimabile ricchezza culturale di Roma e del Lazio mi ha portato inoltre a scrivere oltre venti libri sull’argomento; a fondare la rivista “Lazio ieri e oggi” nel dicembre 1965 e a mantenerla in vita fino ad oggi; a ideare e dirigere la casa editrice Edilazio, giunta al suo diciannovesimo anno di attività con circa 300 volumi pubblicati, tra storia e letteratura. A pensarci bene la veste in cui mi preferisco è quella del “romanista”: cioè, mi spiego subito, non del sostenitore giallorosso, ma del “cultore di Roma”, studioso e amante di “cose romane”. Questa passione e gli studi che ne sono derivati, alimentandola a loro volta, mi hanno consentito di essere cooptato nel “Gruppo dei romanisti”, del quale mi onoro di far parte dal lontano 1979”.

 Fra le sue principali attività c'è quella di direttore responsabile della rivista "Lazio ieri e oggi". Ci dia una rapida definizione di questo prodotto.

“Basta leggere il sottotitolo con cui si dichiara ai numerosi e appassionati lettori: “La rivista di Roma e della sua regione”. È un prodotto editoriale che si propone di divulgare cultura assemblando in ogni numero, secondo un criterio di varietà, articoli eterogenei di argomento romano e laziale scritti da esperti e studiosi di comprovato valore e, talvolta, di chiara fama. Un patrimonio di cui vado fiero; ed è questo orgoglio che mi sostiene nei momenti difficili”.

Anche per ragioni di affetti familiari è legato alla città di Marino. Quanto è brusco il passaggio fra gli ambienti romani e quelli castellani?

“A Marino abita da undici anni mia figlia Mariarita con mio genero, lo scrittore Marco Onofrio. Spesso sono andato a trovarli, avendo modo di apprezzare le bellezze e gli scorci caratteristici della città di Ugo Onorati – storico collaboratore di “Lazio ieri e oggi” – dove è facile capire che si vive bene, e si mangia ancora meglio! Per non parlar del vino… Non c’è passaggio brusco fra gli ambienti romani e quelli castellani, anzi non c’è quasi soluzione di continuità. L’effetto rasserenante del centro “a misura d’uomo” si disperde anche per gli ingorghi di traffico da cui sono afflitti i pendolari che scendono a Roma ogni mattina e poi risalgono ai Castelli ogni sera, affrontando  code chilometriche.

Ha diversi progetti per il futuro che riguardano in particolare il mensile "Lazio ieri e oggi". Ne parliamo?

“Da gennaio di quest’anno “Lazio ieri e oggi” diventa un trimestrale e viene completamente rimodernata dal punto di vista grafico e compositivo, pur conservando il formato di sempre. Stanno nascendo nuove rubriche e una collaborazione spero proficua con le “pro loco” e le biblioteche dei comuni del Lazio. Inoltre daremo vita a numerose iniziative di presentazione e divulgazione del prodotto rinnovato. Un “restyling” che saprà coniugare i 52 anni di storia trascorsa con le esigenze del mondo giornalistico ed editoriale di oggi. Prima di passare il testimone, per raggiunti limiti di età, desidero insomma assicurare alla rivista la possibilità di traghettare il suo patrimonio incontro a un futuro che mi auguro solido e altrettanto ricco di soddisfazioni”.

 

Sappiamo che recentemente ha pubblicato il libro "Mezzo secolo di vita romana", nel quale descrive la sua vita. Ci parla della sua ultima fatica letteraria?

“E' un volume corposo (oltre 300 pagine) ma scorrevole e piacevole da leggere - almeno spero! -, nel quale, avendo decisamente più passato alle spalle che futuro davanti, ho voluto raccogliere e sintetizzare (prima che fosse troppo tardi...) le esperienze più significative della mia vita, le situazioni più curiose e talvolta incredibili, gli incontri che hanno segnato la mia formazione di uomo, di studioso, di scrittore. Non è affatto semplice scrivere un'autobiografia: per farlo ho dovuto ripercorrere la mia vita alla luce dello "spirito del tempo" respiratosi a Roma dal 1956 a oggi, sicché sulla pagina si riverberano tanti echi, attinti di prima mano dal tessuto storico e sociale che la memoria e la scrittura attraversano lungo il percorso dei decenni. Ecco giustificato il titolo: non è soltanto il "mio" mezzo secolo di vita trascorso a Roma, ma anche il mezzo secolo con cui la vita stessa, nelle sue multiformi manifestazioni, ha segnato le sorti della Città; la quale, in definitiva, risulta come l'autentica protagonista (o almeno coprotagonista) del libro”.

 

 

 

Intervista al Presidente Coldiretti David Granieri.

David Granieri, presidente di Op Latium, membro della giunta esecutiva nazionale della Confederazione Nazionale Coldiretti e presidente della Coldiretti Lazio dal 2013, presidente regionale del Lazio e della federazione dell’organizzazione agricola di Roma e presidente di Unaprol , il più grande consorzio europeo di imprese olivicole, tutte italiane. David Granieri, 38 anni, è titolare di un’importante e affermata impresa agrituristica Granieri di cui è stato eletto per acclamazione. Alla Coldiretti, Granieri occupa il posto di Massimo Gargano che per oltre 10 anni ha rappresentato a livello regionale l’organizzazione diretta da Aldo Mattia. La politica di Granieri ha come fulcro salvaguardare le idee e il grande progetto per le filiere agricole, la valorizzazione dei prodotti col loro territorio, la trasparenza dei processi produttivi, la qualità e la sicurezza alimentare per mantenere la fiducia dei consumatori e il rilancio del Made in Lazio, per rilanciare la nostra economia. Sono 5 i punti più salienti del suo operato: la difesa del suolo dalla cementificazione, la lotta alla burocrazia, la querelle legata alla vertenza sul prezzo del latte, il rilancio del settore dei kiwi, il ruolo della Centrale del Latte e la programmazione territoriale e di tutela rappresentano gli argomenti trattati. Coldiretti Lazio rappresenta oltre 35.000 imprese, garantisce servizi ed assistenza alle aziende e ai cittadini oltre che nella propria sede operativa regionale anche in 5 sedi provinciali. Inoltre può contare su centinaia di uffici zona e oltre trecento recapiti presenti in sostanza in tutto il territorio.

Venerdì 5 maggio alle ore 8 circa di mattina, una colonna di fumo nera emergeva, si faceva spazio lentamente, nel cielo di Pomezia. Era la Eco X, uno stabilimento di rifiuti, che stava andando a fuoco. Dott. Granieri ci vuole raccontare che cosa è successo e le conseguenze di questa catastrofe ambientale?

È successo quello che non avremmo mai voluto. L’ennesimo episodio di inquinamento ambientale provocato da altre filiere produttive, ma che ha danneggiato l’agricoltura, intesa come attività di produzione e vendita. Da quel giorno 150 aziende agricole, che oltre a produrre, vendevano anche direttamente i propri raccolti sono praticamente in ginocchio. La raccolta di frutta e ortaggi è stata vietata nel raggio dei 5 km dall’impianto dove si è sviluppato il rogo con perdite pesantissime per 150 famiglie che, sebbene per esigenze di tutela della salute pubblica necessarie e condivisibili, si sono viste costrette a lasciare sul campo, a marcire, i prodotti dalla cui vendita deriva il loro principale reddito e la loro unica fonte di sostentamento. Auspichiamo, superata la criticità ambientale e una volta acclarato il ritorno alla normalità con la cessazione di qualsiasi rischio per la salute pubblica, una pronta ripartenza del sistema agricolo locale che non può prescindere da un risarcimento delle perdite economiche subite a causa del rogo. In questo senso ci aspettiamo segnali concreti da parte della Regione Lazio.

Parliamo di Velletri e la crisi nera che sta attraversando la cittadina a proposito della filiera dei kiwi, che le gelate e il maltempo hanno causato gravi danni, come si sta intervenendo?

Siamo intervenuti per quel poco che potevamo fare, avviando una forte iniziativa sindacale e sollecitando la Regione Lazio, che si è messa tempestivamente e con efficienza, a richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Purtroppo temiamo che l’Unione Europea non accetterà la nostra richiesta, essendo kiwi e uva coltivazioni assicurabili con polizze private e per le quali è previsto il rimborso della metà del costo con fondi pubblici. Ecco, le gelate di aprile, ma anche la prolungata siccità devono indurre gli imprenditori a riflettere sulla opportunità di assicurare le produzioni dalle calamità naturali. È una strada obbligata ed è questa la traiettoria tracciata dalla Ue. Non a caso gli stati membri, Italia compresa, appostano sempre meno risorse sui fondi per indennizzare le attività produttive che subiscono danni da avversità atmosferiche per le quali è prevista la possibilità di assicurarsi. Comunque, i nostri soci che operano nel comprensorio dei Castelli hanno toccato con mano, anche in questo caso, la concretezza del nostro impegno in loro favore. Ma io non dico menzogne e non inganno mai alcuno con false aspettative. Ecco perché ripeto: abbiamo fatto tutto quello che potevamo, ma sui risultati non mi sento di anticipare esiti favorevoli

Di che cosa parla il progetto dei giovani e le imprese?

I giovani sono il punto qualificante della nostra attività. Ci crediamo convintamente, sono il futuro del nostro settore e mi conforta constatare come in tutto il Lazio sono sempre di più i giovani laureati che scelgono di impegnarsi in agricoltura non per ripiego, come succedeva una volta, ma con la gioia di una scelta consapevole e, sebbene difficile, vissuta con grande emozione e coinvolgimento. E tanti di loro li abbiamo incontrati appena due settimane fa a Roma, in una assemblea dedicata proprio alla realtà della imprenditoria agricola under 40. E proprio per sostenere questo rinnovamento generazionale abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio il rifinanziamento della misura del Psr dedicata ai nuovi insediamenti di aziende agricole. La Regione ha aggiunto ai fondi inizialmente stanziati altri 21 milioni di euro, ragion per cui riteniamo che potranno essere finanziate tutte le domande di sostegno presentate dai 1.218 giovani di Roma e del Lazio che hanno richiesto l’accesso ai contributi comunitari. Per ciascuno di loro ci sono 70.000 euro a disposizione, utili per fronteggiare parte delle spese necessarie per avviare l’azienda.

Ci può spiegare di che cosa tratta la sicurezza alimentare dei cittadini?

Semplice. Spieghiamo agli italiani cosa significa fare una spesa consapevole piuttosto che comprare prodotti agroalimentari che nessuno sa da dove arrivano, che nessuno da come e dove siano stati coltivati o confezionati e che nessuno sa esattamente cosa contengono. Sul fronte della sicurezza alimentare abbiamo vinto una battaglia straordinaria, con l’aiuto determinante dell’allora governo Renzi. Abbiamo chiesto e ottenuto dall’Unione Europea di introdurre in Italia l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine del latte. Ciò significa che ora i consumatori italiani potranno scegliere – grazie all’obbligo di indicare sulle etichette la provenienza della materia prima –  se comprare latte al 100% italiano oppure se latte importato e scegliere tra formaggi fatti solo con latte italiano o invece quelli fatti con latte importato. La nostra azione sindacale a tutela dei nostri produttori e dei consumatori italiani non si esaurisce qui. Vogliamo che la provenienza della materia prima sia indicata anche su altri prodotti di largo consumo, come la pasta o il riso. E sia chiaro che non molliamo di un centimetro rispetto a questo fronte di battaglia sul quale registriamo la condivisione e il sostegno deciso e convinto del 90% dei nostri connazionali.

C’è qualcosa di cui vuole parlare e che non le ho chiesto?

Di agricoltura potremmo parlare per intere settimane e correremmo comunque il rischio di dimenticare qualcosa. Un ultimo cenno, se me lo consente, voglio farlo alla meravigliosa realtà dei mercati di Campagna Amica, la fondazione promossa da Coldiretti per incentivare la filiera corta e dunque il rapporto diretto tra chi produce e chi consuma. Ecco, i mercati stanno registrando ovunque consensi crescenti perché si sono accreditati come la piazza dell’incontro, della conoscenza, dello scambio di informazioni tra chi produce l’eccellenza agroalimentare e chi ne va in cerca per portare in tavola tesori autentici del gusto e un variegato campionario di genuinità e di sicurezza alimentare. Ecco, saluto e ringrazio tutti i soci che hanno iniziato questo percorso di valorizzazione del Made in Italy in sordina, quando tutti erano scettici. Li ringrazio oggi per aver creduto allora in questo straordinario progetto di promozione dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiani. Infine grazie a voi per avermi concesso l’opportunità di questa intervista.

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“L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea”

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti.
Ida Belfatto

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti. 

Ida Belfatto


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