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Una presentazione con i contatti necessari di tutti i nostri partners storici che ci hanno supportato negli anni di attività del nostro giornale Info. I nostri partners sono il motore vero del nostro lavoro e per questo vi riportiamo i nomi delle attività, i siti internet e tutte le informazioni riguardanti il loro lavoro.

Intervistiamo Marina Colicchio, titolare dell' istituto di bellezza (parrucchiere, centro estetico e centro nails) Anthea, situato a Frattocchie di Marino in via Nettunense Vecchia, 23a/b.

 Visualizza La Scheda>>>

Hempatika CBD Store Albano è il Nuovo punto vendita situato ad Albano Laziale in Piazza Risorgimento, 6 specializzato nella vendita di canapa e suoi derivati.

Visualizza la scheda>>> www.hempatika-albanolaziale.it 

Cerchi un buon ristorante o una pizzeria ad Albano Laziale? Magari con musica dal vivo e serate karaoke? Giornale.info ti consiglia I Cavalieri di Pavona, il nuovo punto di riferimento di tutti i Castelli Romani,dove potrai gustare menu alla carta, menu pasta, menu pizza, pizze a portar via, dolci e ogni tipo di vini, birre e bevande.

Ma I Cavalieri di Pavona non è solo ristorante e pizzeria ma anche una grande sala da ballo, dove è anche possibile frequentare la scuola di ballo.
Consulta il nostro sito per essere sempre informato dei nostri eventi o per riservare un tavolo nelle nostre serate.
Siamo in Via Roma 49/51 ad Albano Laziale (Pavona) 06 931 4988

Ti aspettiamo...

Lo Studio infermieristico Pavona di Giorgia Bianchi si trova in via Roma, 24 - tel. 0690234080. Svolge Assistenza infermieristica presso lo studio oppure a domicilio

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Compro Oro ML, effettua massime valutazioni con pagamento in contanti immediato. Si trova in Via G. Matteotti, 15 a Genzano di Roma. orario no/stop.

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La merceria "Il punto" di Cecchina di Albano Laziale è specializzata nella vendita di bottoni, filati, passamanerie, cotone, lane, intimo. Tra le mercerie più fornite dei Castelli Romani vanta un'esperienza pluriennale ed offre prodotti sempre alla moda, di qualità,curati in ogni dettaglio, ideali per tutte le esigenze. All'interno del punto vendita è presente un assortimento di biancheria intima per uomo e donna. Si trova a cecchina in via nettunense, 160. visita il sito www.merceriailpuntocecchina.it

Il compro Oro Faraone, specializzato nel disimpegno polizze, compro oro, argento, rolex,monete d'oro si trova in Genzano in Via A. Grandi, 12 a 100 mt dall'ospedale di Genzano di Roma. tel. 06.93.900.22

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 Nuovo punto vendita sito in Pavona specializzato nella vendita di macchine caffè, cialde, capsule, prodotti biologici, birre artigianali, vini, grappe e liquori

www.caffeincastelliromani.it 

Farmacia San francesco, Nuova Farmacia a Pavona di Castel Gandolfo in via Nettunense, 228 - tel./Fax. 0693162568

prenotazione prodotti tramite whatsapp 3497915620

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Nuova ImmagineLa scuola d'estetica la Nuova Immagine apre le iscrizioni ai corsi di: - qualificazione professionale (1°e 2° anno) - Specializzazione professionale (3°anno). Per informazioni su tutti i corsi visita il sito: www.scuolelanuovaimmagine.it o chiamail numero 06.93.69.658

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News in breve

“L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea”

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti.
Ida Belfatto

n questi ultimi giorni si sente con frequenza usare, nel servizi giornalistici, sia televisivi che in quelli con la carta stampata, il temine “Brexit”. Più volte, mi è capitato di chiedermi se tutti (e quando dico tutti mi riferisco veramente a tutti e non solo a quelli che abitualmente leggono i giornali) comprendano il significato di questo termine. Si tratta di un neologismo di matrice anglosassone, come molti altri in questi ultimi tempi, in cui l’inglese si è imposto come lingua franca internazionale, composto dalla fusione (come spesso avviene in inglese) di due termini “BR”, che è la sigla con la quale viene indicata la Gran Bretagna e il termine di derivazione latina “Exit” (che letteralmente vuol dire, “esce”) ma che è entrato nella lingua inglese, insieme a numerosi  altri termini latini con significativi diversi,  per indicare il sostantivo “uscita” (fonte: https://www.forexinfo.it/Brexit-significato-e-conseguenze ). In altre parole, il termine  “Brexit”  vuole significare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, fatto accaduto lo scorso 23 Giugno 2016 attraverso un referendum popolare. L’esito è stato, in parte sorprendente, perché, sia pure con un lieve margine di vantaggio i sostenitori dell’uscita (circa diciassette milioni) hanno vinto rispetto a quelli che sostenevano di rimanere (remain) (circa sedici milioni e rotti). Nonostante il margine di vittoria sia stato esiguo, è tuttavia indiscutibile: la Gran Bretagna ha, senza alcun dubbio, ha deciso di uscire dall’Europa. Questa è l’unica realtà. In seguito alla vittoria, però, sono pochi coloro che sanno con certezza che cosa occorre fare. Intanto, il premier britannico Cameron ha dichiarato che intende dimettersi dall’incarico di “primo ministro” e che attiverà i negoziati per l’uscita a settembre. La decisione presa ha avuto un grande eco in tutto il mondo, tanto che i governanti del paese “in libera uscita” stanno dimostrando, con il loro comportamento, che non hanno alcuna fretta di lasciare l’Europa. La stessa Unione Europea non sa bene cosa fare. Alcuni (per esempio,  Junker,  il Presidente della Commissione) sembra siano  per un’accelerazione, perché sulla stampa vengono riportate alcune  dichiarazioni con le quali viene  dichiarato che l’uscita” deve essere immediata”, altri (per esempio, la Merkel) pare vogliano “frenare” e attivare, senza alcuna fretta, i negoziati di “uscita”. Ma ciò che più sorprende è il fatto che non si è ancora ben capito chi ci guadagna e chi ci perde. A livello economico è conveniente per la Gran Bretagna l’uscita dall’Unione Europea? O viceversa, è più conveniente per l’Unione Europea che i Britannici facciano le valigie e se ne vadano, al più presto, da Bruxelles, visto che la loro presenza pare sia stata, finora, piuttosto “ingombrante”, con pochi benefici pratici per le economie degli altri paesi-partner? In effetti la Gran Bretagna, pur appartenendo all’Unione Europea, aveva, tuttavia, conservato, in campo economico e monetario, alcune sue prerogative, quali per esempio, la conservazione della sterlina e, in campo politico, aveva continuato a mantenere, per ragioni storiche a tutti note, un “rapporto speciale” con gli Stati Uniti. Se posso esprimere la mia opinione, devo dire che, come al solito, quando si pongono interrogativi come quelli che abbiamo riportati, si corre il rischio di vedere i problemi da un angolo visuale che, a volte, appare sinceramente,  “abusato”, perché chiama in causa, come quasi sempre accade, tematiche di tipo economico e finanziario. Ora, nessuno ha niente contro l’economia e la finanza, ma non tutto può sempre essere riguardato solo ed esclusivamente sotto l’aspetto economico e finanziario. I popoli, qualunque sia la loro latitudine, sono provvisti di un’anima, di  valori umani e culturali e di un cuore che non hanno niente a che fare con i flussi economici e finanziari. Molto spesso questa semplice verità viene “dimenticata”, o,  meglio, viene volutamente “ignorata” dai commentatori. Signori miei non tutto è economia e non tutto si può sempre ricondurre solo ed esclusivamente al vile denaro. Per questo io penso che, sotto questo aspetto, nessuno può dire di averci guadagnato o di aver perso. Ma abbiamo perso tutti. 

Ida Belfatto


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